Ponte sullo Stretto, Bonelli (Avs): «Gravissima l’ipotesi di corruzione, quei 14 miliardi devono essere restituiti agli italiani»
Il deputato e co-portavoce di Europa Verde sull’inchiesta della Procura di Roma: «Vogliamo sapere se siamo davanti a un singolo episodio o al rischio di un fenomeno corruttivo più ampio»
«Quanto emerge dall’inchiesta della Procura è di una gravità inaudita: si parla di presunti tentativi di condizionare la decisione della Corte dei Conti sulla delibera CIPESS relativa al Ponte sullo Stretto di Messina». Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde in merito all’inchiesta della Procura di Roma che indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell'ambito del progetto per la realizzazione della mega opera.
Inchiesta per corruzione sul Ponte sullo Stretto: indagati avvocato, imprenditore ed ex presidente aggiunto della Corte dei Conti – NOMI«Non più tardi di tre settimane fa ho depositato alla Procura di Roma il sesto esposto integrativo sulle procedure adottate dal Governo, che a mio avviso violano le norme italiane ed europee in materia di appalti e ambiente. I nostri esposti – scrive ancora Bonelli – servono per fare chiarezza considerato che il governo ha negato al sottoscritto atti e documenti trasmessi alla Corte dei Conti. Il Governo ha gestito tutto nella segretezza, arrivando a negare a un parlamentare gli atti intercorsi con la magistratura contabile. In questi anni il Governo, a partire da Salvini, ha forzato ogni passaggio per arrivare alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera CIPESS».
Per Bonelli «una scelta che avrebbe fatto maturare diritti in capo alla società costruttrice, esponendo lo Stato al rischio di penali miliardarie, nonostante un progetto vecchio, valutato nel 1997, e senza valutazioni sismiche aggiornate. Parliamo di 14 miliardi di euro pubblici: il progetto originario prevedeva il 60% di fondi privati e il 40% pubblici, mentre Salvini ha messo tutto a carico dello Stato. È inaccettabile, mentre il Paese ha bisogno di risorse per sanità pubblica, scuola, pensioni e trasporti. Il Governo si fermi subito. Vogliamo sapere se siamo davanti a un singolo episodio o al rischio di un fenomeno corruttivo più ampio. Quei 14 miliardi devono essere restituiti agli italiani e destinati alle vere priorità del Paese: sanità, scuola e pensioni».