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15/01/2026 ore 18.18
Attualità

Ponte sullo Stretto, Bonelli e Wwf all’attacco: «Commissariamento grave, conflitti di ruolo e forzature»

Il co-portavoce di Europa Verde usa toni molto duri: «Singolare che il nuovo commissario sia l’amministratore delegato della società appaltante». L’organizzazione: «Ennesimo pasticcio per un’opera manifesto del governo»

di Redazione

La possibile nomina di un commissario di governo per il Ponte sullo Stretto di Messina continua a sollevare forti critiche politiche e ambientaliste, che parlano apertamente di forzature istituzionali, conflitti di interesse e di un progetto sempre più avvitato su se stesso. A denunciare la gravità della scelta è Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che definisce la designazione di Pietro Ciucci e Aldo Isi come commissari una «scelta grave e inaccettabile perché concentra poteri, riduce i controlli e alimenta un evidente conflitto di ruoli».

Secondo Bonelli, tutte le criticità emerse e segnalate dalla Corte dei conti – culminate nella bocciatura della delibera del Cipess – «derivano proprio dalle forzature tecnico-procedurali compiute dalla Società Stretto di Messina». Da qui la denuncia di una contraddizione che il parlamentare definisce “politicamente inquietante”: «È singolare che l’amministratore delegato della società venga ora indicato come il soggetto chiamato a risolvere il problema: è come mettere l’arbitro in panchina con una delle squadre».

Per Bonelli, il ricorso al commissariamento non rappresenta una soluzione ma un ulteriore strappo istituzionale: «Questo non è sviluppo: è commissariamento della democrazia». E mentre il Governo, accusa, “usa il Ponte come propaganda”, restano irrisolti nodi decisivi come «la trasparenza degli atti, i costi reali, le valutazioni ambientali e sismiche, l’utilità dell’opera e le vere priorità infrastrutturali per Sicilia e Calabria».

Sulla stessa linea si colloca il Wwf Italia, che parla apertamente di «ennesimo pasticcio per una procedura che sta collezionando il record di pasticci». In una nota, l’associazione ambientalista sottolinea come, alla luce delle criticità emerse sull’applicazione della normativa comunitaria e nazionale – «sia ambientale che relativa a concorrenza e appalti» – non sia chiaro «quali poteri possano essere legittimamente attribuiti a un commissario straordinario per derogarvi».

Il Wwf esclude inoltre che una figura commissariale possa intervenire su questioni sostanziali ancora aperte: «Di certo non esiste Commissario che possa risolvere questioni di merito relative ai test, alle verifiche e alle analisi dell’opera sugli aspetti sismici e strutturali, oltre che ambientali e naturalistici», tanto più che tali valutazioni sono tuttora in corso anche in seguito alle prescrizioni della Commissione Via.

Secondo l’organizzazione, la nomina di un commissario si inserirebbe in una strategia già fallimentare, mirata più a ribadire una volontà politica che a risolvere problemi reali: «Si tratta di un’operazione manifesto, resa ancora più evidente da una credibilità ormai compromessa, frutto di scorciatoie normative approvate dal Parlamento con leggi speciali e voti di fiducia». Un approccio che, conclude il Wwf, «persevera in un incaponimento lontanissimo dagli interessi reali degli italiani e dagli interessi economici e finanziari dello Stato, oltre che delle Regioni Sicilia e Calabria».

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