Sezioni
Edizioni locali
07/05/2026 ore 17.50
Attualità

Ponte sullo Stretto, Costa (M5S): «Ignorati i rischi sismici, il governo si assume una responsabilità grave»

Il deputato pentastellato attacca la maggioranza dopo il no all'ordine del giorno sulle verifiche geologiche: «Corsa politica contro il tempo in una delle zone più pericolose del Mediterraneo»

di Redazione

Il governo ha bocciato un ordine del giorno che chiedeva verifiche geologiche e sismiche sul Ponte sullo Stretto prima dell'avvio della fase esecutiva. A denunciarlo è il deputato del Movimento 5 Stelle Sergio Costa, che parla di una scelta politica gravissima in una delle zone a più alta pericolosità sismica del Mediterraneo: «Il nostro esecutivo ha respinto un ordine del giorno che chiedeva semplicemente una cosa di buon senso, ignorando richieste fondate su criteri tecnico-scientifici e standard internazionali».

Il testo, identico a quello già presentato dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, puntava a colmare lacune ancora aperte nel quadro conoscitivo dell'area: «Chiedeva studi aggiornati sulla risposta sismica locale, analisi sulle faglie attive, verifiche sul rischio di liquefazione del terreno e modelli avanzati per valutare gli effetti di un terremoto paragonabile a quello devastante del 1908. Non chiedevamo di fermare il progetto per ideologia, ma di garantire sicurezza, trasparenza e rigore scientifico prima dell'avvio della fase esecutiva».

Per Costa la decisione della maggioranza ha un peso specifico preciso: «È grave che il governo scelga di accelerare le procedure senza colmare le lacune ancora presenti nel quadro geologico e sismico dell'area dello Stretto. Ancora più grave è il rifiuto di coinvolgere pienamente enti di ricerca e istituzioni accademiche indipendenti attraverso procedure trasparenti di revisione scientifica. Di fronte a un'opera così impattante e delicata, servirebbe il massimo livello di approfondimento tecnico, non una corsa politica contro il tempo».

Un atto, conclude Costa, che trasforma il silenzio in responsabilità diretta: «La sicurezza dei cittadini e la tutela di un territorio fragile dovrebbero venire prima della propaganda. Respingere questo ordine del giorno significa assumersi la responsabilità politica di andare avanti senza aver voluto rafforzare le verifiche su rischi sismici e geologici che la comunità scientifica continua a considerare centrali. Noi continueremo a chiedere trasparenza, dati pubblici e valutazioni indipendenti, perché su opere di questa portata non possono esserci scorciatoie».