Ponte sullo Stretto, i timori per le faglie in Calabria e Sicilia e le prove sul vento da rifare: Sì con 100 prescrizioni
Il Consiglio superiore dei Lavori pubblici approva la prosecuzione dell’iter, ma chiede nuovi studi su faglie, terremoti, vento, materiali e sicurezza prima della fase esecutiva. Dubbi anche sul comfort dei passeggeri a bordo dei treni
Ponte sullo Stretto, avanti ma con giudizio. Il Sì è arrivato, ma con un complesso sistema di oltre cento tra prescrizioni e raccomandazioni da ottemperare. Il parere reso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sulla mega opera non rappresenta un semplice via libera burocratico, ma un articolato insieme di prescrizioni e approfondimenti necessari per passare dal Progetto Definitivo alla fase esecutiva. Sebbene l'Assemblea abbia espresso parere favorevole alla prosecuzione dell'iter, lo ha fatto vincolando il progetto a una rigorosa "regia" tecnica divisa in fasi (A e B), mirata a sciogliere dubbi su aspetti fondamentali di sicurezza e fattibilità.
Il nodo geologico: le "faglie" e le incertezze del sottosuolo
Uno dei punti più delicati riguarda la modellazione sismotettonica dell'area dello Stretto. Il Consiglio evidenzia che le indagini disponibili, sebbene aggiornate su base bibliografica, non possono essere considerate pienamente esaustive a causa della complessità del sito e di interpretazioni non univoche presenti nella letteratura scientifica.
Esistono, cioè, incertezze sulla localizzazione e sull'attività di sistemi di faglie critiche, come quelle di Cannitello e Ganzirri.
Prima di procedere, in "Fase A", è obbligatorio completare il quadro conoscitivo con nuove indagini geofisiche, prospezioni sismiche ad alta risoluzione e studi paleosismologici per escludere o mitigare il rischio di fagliazione di superficie sotto le fondazioni.
Sfida al vento e al sisma: oltre i modelli tradizionali
Il Consiglio solleva dubbi sulla "domanda sismica" e sulle azioni del vento utilizzate nei calcoli precedenti, definendo necessario un allineamento alle Norme Tecniche per le Costruzioni.
Viene prescritta una revisione dei periodi di ritorno dell'azione sismica per i diversi Stati Limite, includendo scenari di tipo "near-field" (terremoti vicini alla sorgente) che potrebbero generare impulsi a lungo periodo non pienamente considerati.
Dalle prove in galleria del vento effettuate in passato sono inoltre emersi risultati disomogenei e incompatibili tra diversi laboratori. Il Consiglio superiore dei Lavori pubblici prescrive dunque nuovi test su un modello aeroelastico completo del ponte per verificare la stabilità al "flutter" e le vibrazioni indotte dal distacco di vortici, specialmente nelle fasi transitorie di costruzione.
I dubbi sui materiali "eccezionali"
L'unicità del Ponte richiede l'impiego di acciai e spessori che eccedono i limiti delle normative vigenti.
Il progetto prevede piastre d'acciaio con spessori fino a 150 mm nelle torri, per le quali le norme nazionali non forniscono valori di resistenza nominale.
Il CSLP impone la qualificazione del materiale mediante prove sperimentali specifiche da concordare con il Servizio Tecnico Centrale, non essendo sufficiente la semplice garanzia del fabbricante per spessori così elevati.
Sicurezza e comfort: i "punti deboli" del sistema
Il dossier evidenzia preoccupazioni anche per l'esercizio quotidiano dell'infrastruttura.
Permangono infatti dubbi sulle verifiche di comfort dei passeggeri a bordo dei treni in presenza di forti spostamenti della struttura causati dal vento o dal sisma.
Il Consiglio critica l'approccio del passato che analizzava le gallerie come elementi isolati. Prescrive ora un'analisi di sistema intermodale, che valuti gli effetti a catena di un incendio o di un'esplosione in galleria (specialmente in presenza di merci pericolose) sulla stabilità del Ponte e del Viadotto Pantano.
In sostanze, la realizzazione dell'opera è subordinata alla risoluzione di queste "carenze informative" (e di altre ancora). Il progettista dovrà dimostrare, con dati alla mano e nuove prove di laboratorio, che il Ponte può resistere non solo ai carichi teorici, ma alla natura estrema e mutevole dello Stretto.