Ponte sullo Stretto, l'Art: «Piano economico-finanziario adeguato ma servono correttivi e più controlli»
L’Autorità di regolazione dei trasporti ha esaminato la documentazione relativa all’opera, sottolineando la necessità di un sistema di monitoraggio strutturato e permanente
Il Piano economico-finanziario del Ponte sullo Stretto può essere considerato adeguato nell'attuale fase di avvio del progetto, ma necessita di ulteriori correttivi e strumenti di controllo. È quanto emerge dal parere dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art), che ha esaminato la documentazione relativa all'opera.
Secondo l'Autorità, la complessità tecnica, economica e finanziaria dell'intervento richiede il rafforzamento di alcuni presidi sia nel Piano economico-finanziario sia nella Convenzione che disciplinerà la concessione.
L'Art sottolinea che il Piano non può essere considerato uno strumento statico, ma deve essere accompagnato da un sistema di monitoraggio strutturato e permanente. L'obiettivo è verificare nel tempo la coerenza tra l'avanzamento dell'opera, i costi effettivi sostenuti, le previsioni di traffico e la distribuzione dei rischi tra i soggetti coinvolti.
Secondo l'Autorità, il monitoraggio dovrà riguardare sia la fase di progettazione e costruzione sia quella successiva di gestione dell'infrastruttura.
Nel parere viene inoltre evidenziato che l'eventuale sistema tariffario definitivo dovrà essere valutato in prossimità dell'entrata in esercizio del Ponte. In quel momento saranno infatti più chiari i costi reali dell'opera, i volumi di traffico previsti, il quadro dei rischi e gli investimenti complementari necessari.
L'Autorità richiama inoltre la necessità di verificare nel tempo la congruità dei pedaggi rispetto ai costi sostenuti e ai livelli di servizio offerti agli utenti.
L'attacco del M5s: «Pedaggi fino a 50 euro»
Dura la reazione del Movimento 5 Stelle. Il vicepresidente della Commissione Ambiente e Infrastrutture della Camera, Agostino Santillo, sostiene che il parere dell'Art rappresenti una bocciatura sostanziale del progetto.
Secondo l'esponente pentastellato, il Piano economico-finanziario prevederebbe costi di attraversamento destinati a crescere nel tempo, con pedaggi che potrebbero arrivare fino a quasi 50 euro. Santillo accusa inoltre il Governo di aver costruito il progetto su stime di traffico poco attendibili e senza adeguate garanzie sulle infrastrutture di collegamento.
«Il bluff di Salvini e Meloni sta crollando miseramente», afferma il deputato, secondo cui il sistema tariffario proposto non incentiverebbe il contenimento dei costi e non offrirebbe sufficienti tutele agli utenti.
Il Pd: «Nessun via libera dall'Autorità»
Critiche anche dal Partito Democratico. Il senatore Antonio Nicita contesta la lettura fornita dalla Società Stretto di Messina, che aveva parlato di un parere favorevole dell'Art.
Secondo Nicita, definire il documento come un'approvazione sarebbe una «clamorosa fake news», poiché l'Autorità non utilizza mai i termini «positivo» o «approvato» e formula invece una serie di osservazioni e rilievi.
Tra le criticità evidenziate dal senatore figurano l'assenza di meccanismi di recupero dell'efficienza nel lungo periodo, alcune poste considerate anomale, il trasferimento di determinati rischi fuori dal concessionario e la previsione di un canone ferroviario pari a zero.
Secondo il parlamentare democratico, questi elementi finirebbero per scaricare una quota rilevante dei costi sui pedaggi stradali.
Nicita ha quindi chiesto che il Piano economico-finanziario integrale e la Convenzione aggiornata vengano trasmessi alle Camere, affinché il Parlamento possa valutare nel dettaglio i rilievi formulati dall'Autorità e verificare la sostenibilità economica dell'opera al di là delle contrapposte letture politiche.
La Società Stretto di Messina: «Il parere è positivo»
Per la società Stretto di Messina sono «destituite di fondamento alcune dichiarazioni sulle politiche tariffarie, riportate dai media nella giornata odierna». In una nota la società spiega che «ai sensi del decreto-legge n.32/2026, convertito nella legge 71/2026, l'Art (Autorità di regolazione dei trasporti) ha definito il Piano economico finanziario (Pef) “adeguato nell'attuale fase di impostazione e avvio del progetto” evidenziando che dovrà essere accompagnato da un monitoraggio strutturato e periodico, già previsto nella Convenzione di concessione tra la Stretto di Messina e il concedente ministero delle infrastrutture e dei trasporti».
«La tariffa di 27,43 euro per i veicoli, indicata nel Pef e richiamata nel parere positivo dell'Art, è una media ponderata annuale tra i volumi di traffico e le tariffe per ciascuna tipologia di veicolo e non il costo di un singolo passaggio per le autovetture che, come detto più volte, sarà compreso tra circa 4 e 7 euro per tratta - si legge nella nota di Stretto di Messina - Non risponde al vero, inoltre, che vengano «caricati prezzi più alti ai Tir», per i quali sono previste tariffe di attraversamento sul ponte anche in questo caso sensibilmente inferiori a quelle attuali. Le tariffe per il traffico veicolare garantiscono nel periodo di esercizio dell'Opera l'equilibrio economico-finanziario della concessione e la copertura integrale dei costi operativi e della manutenzione ordinaria e straordinaria, promuovendo al contempo la continuità territoriale tra Sicilia e Calabria con costi sensibilmente inferiori alle attuali tariffe di attraversamento» conclude la nota.