Ponte sullo Stretto, una «fortezza tecnologica» contro hacker, droni e attacchi terroristici: cosa prevede il progetto
Non solo terremoti e vento: le prescrizioni del Consiglio superiore dei Lavori pubblici affrontano anche intrusioni, cyberattacchi ed esplosioni, con nuovi sistemi per proteggere l’infrastruttura
Il Ponte sullo Stretto di Messina non è solo una sfida alle leggi della fisica, ma un obiettivo strategico di rilievo transeuropeo che richiede protocolli di protezione senza precedenti. Se le prime puntate del nostro dossier sul parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici hanno esplorato la resistenza al vento e ai terremoti, quest'ultima analisi svela come l'ingegneria moderna si stia attrezzando per difendere l'imponente struttura da minacce umane intenzionali: sabotaggi, attacchi hacker e l'uso improprio di droni.
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In un'opera dove ogni bullone è monitorato da sensori, la protezione dei dati diventa vitale quanto quella dell'acciaio. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (Cslp) ha imposto che il Progetto Esecutivo definisca requisiti rigorosissimi di sicurezza informatica, integrità e riservatezza per tutti i sistemi di gestione.
L'architettura del sistema deve garantire la continuità operativa anche in caso di attacchi informatici massivi, assicurando che il monitoraggio strutturale (SHM) non venga mai accecato.
I modelli informatici e il Gemello Digitale (Digital Twin) non sono solo strumenti di manutenzione, ma asset critici che richiedono una chiara definizione di ruoli e competenze per la loro protezione.
Il Ponte sullo Stretto e i segreti del sottosuolo: faglie, terreni e il fantasma del terremoto del 1908Protocolli anti-terrorismo: oltre la probabilità
Per un'opera così emblematica, il Cslp prescrive di superare il classico approccio "probabilistico" utilizzato per gli eventi naturali. La sicurezza contro gli atti dolosi deve essere trattata come un requisito prestazionale di sistema.
Ogni punto di accesso esterno, come le botole o i passi d'uomo nelle colossali torri, dovrà essere dotato di un impianto automatico di rilevamento delle intrusioni collegato direttamente a una centrale d'allarme.
Il ponte deve essere progettato per sopravvivere a scenari di contingenza drammatici, come la perdita improvvisa di due pendini consecutivi causata da un'esplosione o un atto terroristico, evitando qualsiasi effetto domino o collasso sproporzionato.
È prevista poi l'istituzione di un referente coordinatore della sicurezza di altissimo profilo, incaricato di gestire le emergenze in un'ottica intermodale, coordinando soccorsi e flussi stradali, ferroviari e marittimi in caso di attentato.
Ponte sullo Stretto, uragani e terremoti fanno paura: due sfide (impossibili?) per la mega operaLa nuova frontiera: la minaccia dei droni
Una delle novità più rilevanti emerse nelle prescrizioni del 2026 riguarda l'evoluzione delle minacce aeree. Il Cslp richiede che, già nella "Fase A" del Progetto Esecutivo, l'analisi del rischio venga estesa all'uso di droni commerciali modificati.
Gli esperti dovranno individuare quegli eventi che, pur avendo probabilità nulle di accadere accidentalmente, possono essere "agevolmente provocati" da atti dolosi colpendo punti critici del Ponte.
Per proteggere le parti più sensibili delle torri da impatti intenzionali o esplosioni a bassa quota, il progetto prevede che la sezione d'acciaio spicchi da una base massiccia in calcestruzzo alta circa 4 metri dal piano stradale, concepita come un vero e proprio scudo protettivo.
Il Ponte sullo Stretto si configura dunque come una vera "fortezza tecnologica". La sfida non è più solo contro la natura selvaggia dello Stretto, ma contro l'imprevedibilità delle azioni umane, richiedendo un'infrastruttura capace di restare vigile e resiliente per i prossimi 200 anni.
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