Sezioni
Edizioni locali
10/09/2026 ore 16.45
Attualità

Povertà in Calabria, l’Osservatorio regionale: «Emergenze sociali sempre più drammatiche»

L’appello alle istituzioni dopo il caso di una famiglia senza casa e lavoro da tre anni: «Serve una rete di protezione e interventi concreti»

di Redazione

L’Osservatorio Regionale delle Povertà lancia un appello urgente alle istituzioni di fronte a un numero crescente di richieste di aiuto e segnalazioni legate a situazioni di emergenza sociale. «Riceviamo quotidianamente numerosissime telefonate - si legge in una nota - ma non possiamo sostituirci alle istituzioni né risolvere da soli emergenze che richiedono l’intervento diretto dei Comuni, degli enti del Terzo settore e di tutti gli stakeholder del territorio». Tra i casi segnalati dall’Osservatorio c’è quello di un nucleo familiare, indicato con le iniziali M.A., composto da un uomo, dal figlio adulto e dalla compagna di quest’ultimo, che da circa tre anni vive in una condizione di estrema precarietà abitativa ed economica.

Secondo quanto riferito dall’Osservatorio, la famiglia è rimasta senza un contratto di locazione stabile dopo la scadenza del precedente accordo, che non sarebbe più stato rinnovato. Negli ultimi tre anni l’uomo avrebbe trovato soltanto poche settimane di lavoro stagionale, in condizioni che l’Osservatorio definisce «di totale irregolarità», con assenza di tutele assicurative e, in alcuni casi, senza alcun contratto. La perdita definitiva dell’occupazione avrebbe aggravato ulteriormente la situazione. La compagna, di origini straniere, risulta invece disoccupata. Privati di un’abitazione e di risorse economiche sufficienti, i tre, secondo la ricostruzione dell’Osservatorio, si sono trovati a vivere all’interno di un magazzino, dormendo su un materasso di fortuna. Una condizione di grave disagio che avrebbe provocato anche forti ripercussioni sul piano psicologico, fino a gesti dettati dalla disperazione.

Di fronte alla situazione, l’Osservatorio Regionale delle Povertà afferma di essersi attivato per affrontare l’emergenza abitativa, sociale e lavorativa, chiedendo alle istituzioni di garantire alla famiglia «una sistemazione dignitosa e sicura» e di avviare un percorso di reinserimento lavorativo stabile. «L’obiettivo - sottolinea l’Osservatorio - è restituire autonomia economica e soprattutto dignità sociale a persone oneste e dignitose colpite da una crisi profonda».

Secondo l’organismo, quello di M.A. non sarebbe un caso isolato. «Sono numerose le situazioni che si presentano quotidianamente e che raccontano una povertà sempre più difficile da intercettare e affrontare», viene evidenziato. L’Osservatorio sottolinea quindi la necessità di superare gli interventi esclusivamente emergenziali e di costruire «una rete di protezione istituzionale e sociale solida», in grado di intercettare il disagio prima che possa degenerare in situazioni ancora più gravi. L’appello è rivolto ai Comuni e ai sindaci, alla Caritas, al Banco alimentare, agli enti del Terzo settore e alle associazioni, affinché «si attivino in rete e facciano squadra per dare risposte concrete e tempestive ai cittadini in difficoltà».

I direttori dell’Osservatorio, Antonio Belmonte e Amato Napolillo, hanno preso in carico la situazione, con l’obiettivo di affrontare insieme alle istituzioni i prossimi passaggi e individuare una soluzione. «Da soli - sottolinea il presidente Antonio Belmonte - non possono fare altro che sensibilizzare. Una speranza può nascere solo insieme. Un grido è stato lanciato - conclude Belmonte - per avere una famiglia dignitosa e un lavoro onesto».