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25/05/2026 ore 17.36
Attualità

Presidio davanti al porto di Gioia Tauro: «Blocchiamo la filiera bellica, Palestina libera»

Il Coordinamento Calabria per la Palestina aderisce allo sciopero generale del 29 maggio contro la guerra: manifestazione alle 17 davanti al porto e conferenza stampa a San Ferdinando

di Redazione

Un presidio davanti al porto di Gioia Tauro per dire no alla guerra, al genocidio del popolo palestinese e alla filiera bellica internazionale. Il Coordinamento Calabria per la Palestina ha convocato per venerdì 29 maggio, alle ore 17, una mobilitazione aderendo allo sciopero generale per la Palestina lanciato dai Giovani Palestinesi d’Italia e raccolto da realtà sindacali, sociali e politiche in tutto il Paese.

A partire dalle 18.30, sul lungomare di San Ferdinando, si terrà anche una conferenza stampa per rilanciare «l’azione di lotta contro la filiera bellica e l’economia di guerra».

Nel documento diffuso dagli organizzatori si parla apertamente di «mobilitazione generale contro il genocidio», denunciando «la complicità degli Stati che permettono, finanziano, armano e proteggono l’occupazione coloniale israeliana». Un atto d’accusa che non si limita ai bombardamenti ma si estende all’intero sistema economico e logistico internazionale: «Ogni porto attraversato dalla filiera bellica è parte di un sistema che rende possibile il genocidio».

Nel mirino degli attivisti anche il ruolo strategico dei porti e della logistica internazionale. «Gioia Tauro non può essere trattata come una semplice infrastruttura neutrale», scrivono i promotori, che chiedono di interrompere «la catena logistica che rifornisce l’esercito israeliano».

La manifestazione, spiegano ancora gli organizzatori, non riguarda soltanto la Palestina ma anche «il diritto di sciopero» e la contestazione dell’«economia di guerra», con un appello rivolto a realtà sindacali, studentesche, ecologiste, femministe e antirazziste della Calabria.

Tra i firmatari figurano BDS Calabria e gruppo embargo militare, Coordinamento Calabria per la Palestina, Global Sumud Calabria, global-intifada.org e Thousand Madleens to Gaza.