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10/04/2026 ore 07.00
Attualità

“Psicologia, sport e benessere”, l’Università della Calabria rilancia la qualità della vita nel campus

Seconda edizione dell’iniziativa dedicata alla salute psicofisica e alla vita universitaria. Esperti, studenti-atleti e istituzioni a confronto

di Redazione Attualità

L’Università della Calabria rafforza il proprio impegno per il benessere psicofisico della comunità accademica e rilancia una visione della vita universitaria sempre più attenta alla persona, alla qualità delle relazioni e alla partecipazione attiva. È in questa direzione che si inserisce l’appuntamento «Psicologia, sport e benessere – II edizione», che si è svolto stamani nell’Aula Magna dell’Università della Calabria, in coerenza con il Piano Strategico del Magnifico Rettore Gianluigi Greco e con il più ampio indirizzo strategico che pone al centro un’università sempre più inclusiva, attenta alla qualità della vita nel campus e al benessere della propria comunità.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Elvira Brunelli, Prorettrice per il Centro Residenziale con Delega per le Pari Opportunità e il Benessere dell’Università della Calabria; Giuseppe Pellegrino, Coordinatore del Corso di Studi in Scienze e tecnologie per le attività motorie e sportive; Angela Costabile, Referente del Corso di Studi in Scienze e tecnologie psicologiche; Tino Scopelliti, Presidente del C.R. CONI; Vincenzo Caira, Direttore della SRdS; Rocco Chizzoniti, Componente CNOP GdL Ambiente, Territorio, Turismo e Sport; Deborah Granata, del Comitato Italiano Paralimpico Calabria; Giannantonio Cuomo, Presidente del CUS Unical.

Il programma prevede gli interventi di Alberto Cei, docente di Psicologia dello Sport e Salute presso l’Università Tor Vergata e l’Università San Raffaele di Roma; Roberto Cannataro, delegato europeo della International Society of Sports Nutrition; Caterina Catania, psicologa dello sport e psicoterapeuta.

Un momento importante della manifestazione è stato dedicato alle testimonianze sulla dual career studenti-atleti, con il racconto di esperienze concrete che mettono in luce il valore e la complessità della conciliazione tra percorso universitario e attività sportiva. A intervenire, Federica Morrone, pallanuotista della Smile Cosenza e studentessa di Scienze dell’Amministrazione, e Cristina Bertucci, nuotatrice della Calabria Swim Race e iscritta al corso di laurea magistrale in Health Biotechnology.

L’incontro è stato promosso con il coordinamento di Francesco Craig, Delegato al Counseling e al Benessere Psicologico, e Giuseppe Guido, Delegato del Rettore per la Socialità nel Campus. Francesco Craig ha sottolineato che «muoversi con regolarità aiuta a prevenire diverse patologie, ma rappresenta anche un fattore importante per l’equilibrio emotivo. La pratica motoria e sportiva è associata al miglioramento del tono dell’umore, al rafforzamento dell’autostima e alla riduzione dei sintomi legati ad ansia, stress e depressione». Accanto ai benefici individuali, emerge anche una dimensione relazionale e sociale di grande rilievo. Giuseppe Guido ha evidenziato che «in ambito universitario, questo aspetto assume un significato ancora più forte, perché richiama la necessità di promuovere stili di vita sani e occasioni di benessere capaci di coniugare salute fisica, equilibrio personale e socialità».

Il tema del benessere occupa oggi un ruolo centrale nel dibattito accademico e sociale. Parlare di salute psicofisica in ambito universitario significa andare oltre la sola dimensione individuale e interrogarsi sulla capacità delle istituzioni di costruire contesti accoglienti, inclusivi e capaci di sostenere i bisogni delle persone. In questa prospettiva, l’università si conferma non solo luogo di formazione e produzione di conoscenza, ma anche spazio di crescita personale, ascolto e costruzione di comunità.

In questo quadro, il rapporto tra psicologia, sport e benessere assume un valore particolarmente significativo. L’Organizzazione mondiale della sanità definisce l’attività fisica come qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che richieda un dispendio energetico, comprendendo non solo lo sport e l’esercizio strutturato, ma anche il camminare, il muoversi negli spostamenti quotidiani, il lavoro e molte attività ricreative. Alla stessa visione si lega un’idea di salute intesa come benessere fisico, mentale e sociale, e non come semplice assenza di malattia.

Secondo questa impostazione, l’attività fisica va letta come una risorsa concreta per la qualità della vita. Muoversi con regolarità contribuisce infatti al benessere complessivo della persona, favorisce stili di vita sani, sostiene l’equilibrio emotivo e può incidere positivamente sulla salute mentale e relazionale. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il rapporto tra movimento e autostima. La pratica sportiva e motoria, se vissuta in modo equilibrato e consapevole, può rafforzare la percezione positiva di sé, sostenere il senso di efficacia personale e contribuire a una migliore relazione con il proprio corpo e con gli altri. In questo senso, lo sport non è solo performance, ma anche esperienza educativa, occasione di crescita e strumento di prevenzione del disagio.

L’iniziativa odierna rappresenta un momento di approfondimento e confronto dedicato ai temi del benessere, della salute psicologica e del valore della pratica sportiva nel percorso universitario. Si inserisce nel più ampio impegno dell’Ateneo e del Cus per la promozione del benessere della comunità accademica e rientra nel percorso sviluppato nell’ambito di PRO-BENE-COMUNE 2.0, il progetto nazionale che vede l’Università della Calabria soggetto capofila.

L’ateneo di Arcavacata, guidato da Gianluigi Greco, conferma così una scelta strategica nell’investire sul benessere quale elemento essenziale per la qualità della vita universitaria e come condizione per favorire crescita, inclusione e partecipazione all’interno della comunità accademica. L’appuntamento di oggi rappresenta, in questo senso, un’importante occasione di confronto e condivisione, capace di mettere in dialogo competenze, esperienze e sensibilità diverse attorno a una questione sempre più centrale per il presente e il futuro dell’università.