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18/03/2026 ore 19.51
Attualità

Referendum, il sottosegretario Mantovano lancia il Sì: «Molti magistrati d’accordo perchè rafforza la loro autonomia»

A Lamezia un’inizativa a favore della riforma organizzata da Noi Moderati: «Non è imposta dal governo Meloni». Presente anche il presidente del partito Maurizio Lupi: «Questa revisione non è nè di destra nè di sinistra, ma di buonsenso»

di Redazione

«Si dice che è una riforma che il governo Meloni e la maggioranza vogliono imporre al Paese. È vero esattamente il contrario», ha affermato Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in videocollegamento a un’iniziativa per il sì al referendum organizzata da Noi Moderati a Lamezia Terme, alla quale ha partecipato anche Maurizio Lupi.

«Tanti autorevoli esponenti della sinistra si sono espressi a favore della riforma, perché l’hanno letta e condividono i principi. Sarà interessante vedere, all’indomani del voto, quali saranno le conseguenze della divisione interna alla sinistra».

«Dicono che questa riforma è contro i magistrati. La fascia sempre più consistente di magistrati in servizio, dal presidente di sezione di Cassazione al procuratore della Repubblica, sta esprimendo un sì convinto e pubblico, dimostrando il contrario», ha aggiunto Mantovano.

«Il cuore della riforma è l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati. Se mai, la completa perché libera i magistrati dal condizionamento delle correnti e da quel correntismo che ha premiato negligenti e incompetenti».

«La riforma non subordina la magistratura alla politica», ha sottolineato. «Per esempio, la presenza dei componenti sorteggiati da una lista compilata dal Parlamento sarà inferiore rispetto a quelli espressi dal Parlamento nella sezione disciplinare del Csm».

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, che ha dichiarato: «La riforma della giustizia non è né di destra né di sinistra, è una riforma di buonsenso. Un cittadino, quando viene giudicato nel nome del popolo italiano, vuole una sola cosa: che il giudice che lo giudica sia terzo, né amico dell’accusatore né amico di chi lo difende».

«È una riforma che in questi anni volevano tutti, dal centrosinistra al centrodestra, ed è una riforma che finalmente riporta efficienza, efficacia, giustizia e trasparenza, in un momento di grande necessità. Campagna politica? Se per politica si intende la forza, il desiderio di difendere le ragioni di una riforma o di sostenere la posizione contraria, ben venga la politica. Quello che noi non abbiamo voluto – e chiediamo ancora – è far intendere che al referendum si voti contro o a favore del governo. Si vota per cambiare la Costituzione e per costruire la possibilità che la giustizia torni ad essere un’istituzione stimata, libera, trasparente, indipendente e autonoma. Ed è questa la ragione per cui abbiamo fortemente voluto questa riforma e chiediamo agli italiani di partecipare al più alto momento di democrazia diretta che è il referendum costituzionale».

«Questa riforma», ha aggiunto Pino Galati, vice presidente vicario di Noi Moderati e coordinatore regionale del partito in Calabria, «introduce un principio presente in tutti i grandi Paesi europei, Paesi di grande tradizione democratica come Regno Unito, Germania, Spagna, Canada e Giappone, dove il principio della separazione è un principio di terzietà. Ci pare strano che invece il sistema attuale rimanga in Paesi come Iran, Russia, Nigeria, Venezuela e Bolivia».

«Già questa differenza», ha concluso Galati, «dovrebbe farci capire che non si tocca l’indipendenza della magistratura, ma si riforma un sistema a difesa dei cittadini e dell’autonomia dei magistrati».

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