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14/03/2026 ore 12.32
Attualità

Referendum, monsignor Savino rinuncia al congresso di Md: «Troppo frastuono, il mio non era uno spot per il No»

Passo di lato deI presule che evita di partecipare all’appuntamento di Magistratura Democratica per evitare polemiche ma lancia un appello ai cittadini: «Andate a votare, non disertate le urne».

di Franco Sangiovanni

In un clima segnato da una forte e crescente polarizzazione politica, il dibattito nazionale sulla riforma della giustizia e sul prossimo appuntamento referendario perde uno dei suoi protagonisti. Monsignor Francesco Savino, Vescovo di Cassano allo Ionio e vicepresidente della Cei, ha infatti ufficializzato con una nota carica di significato la propria rinuncia a partecipare al XXV Congresso di Magistratura Democratica. Il presule ha spiegato con estrema lucidità come la sua annunciata presenza avesse purtroppo dato luogo a «letture e interpretazioni polarizzate, rischiando di spostare l’attenzione dai contenuti a dinamiche di contrapposizione» che nulla hanno a che vedere con lo spirito del suo impegno. La scelta del ritiro nasce dunque dalla volontà di sottrarre la propria figura e il proprio magistero a strumentalizzazioni che avrebbero inevitabilmente finito per oscurare i temi centrali del confronto giuridico e sociale.

«Per questo, con l’amarezza di chi vede la sostanza soffocata dal frastuono e con il dovere di custodire le istituzioni, ho deciso di rinunciare alla mia presenza – ha dichiarato il Vescovo, tenendo a precisare con fermezza che la sua partecipazione – non aveva e non avrebbe avuto alcuna intenzione di trasformarsi in un’indicazione di voto sul referendum», ma rappresentava esclusivamente un segno di dialogo e di ascolto reciproco.

Nonostante la rinuncia fisica all'evento, il messaggio di Monsignor Savino non perde forza e si configura come un potente richiamo ai criteri di responsabilità civica e alla tenuta democratica del Paese, partendo dal presupposto fondamentale della necessità di «custodire l’equilibrio tra i poteri dello Stato». Entrando nel merito del ruolo dei giudici, il Vescovo ha voluto sottolineare con vigore un principio spesso travisato nel dibattito pubblico, affermando che «l’indipendenza della magistratura non è un privilegio di categoria ma una tutela sostanziale dello Stato di diritto» a garanzia di ogni singolo cittadino. Il suo intervento rimane però un appello accorato e vibrante rivolto alla cittadinanza affinché riscopra il valore della partecipazione attiva: «Andate a votare, non disertate le urne», ha esortato il presule con forza, ricordando a tutti che «il voto non è un automatismo emotivo, ma un atto di coscienza e di discernimento» che richiede studio, riflessione e consapevolezza. Monsignor Savino ha infine confermato la sua costante disponibilità a offrire un contributo culturale e spirituale che resti focalizzato esclusivamente su ciò che conta davvero per il bene comune, ovvero «la tutela della Costituzione, la dignità delle persone, la responsabilità civica».