Reggio, in piazza Duomo si accende una luce di speranza per le donne imprigionate nello sfruttamento della prostituzione
Si rinnova, su impulso dei volontari dell’unità di strada “Delicati segni di speranza”, l’appuntamento con il rosario corale per manifestare vicinanza alle vittime. L’arcivescovo Morrone invoca coscienza: «Sono persone non corpi da mercificare»
di Anna Foti
«Qui in piazza Duomo dove c'è già un bell’albero di Natale, si è accesa un'altra luce. Ciò grazie alle persone che stanno accanto, in quel sottobosco che anche in questa città esiste e in cui vivono donne il cui corpo viene violato, mercificato e sfruttato. In questo stesso sottobosco ci sono anche delle primule ovvero tutte quelle donne che aiutano chi non ha parola, chi non ha casa, chi ha perso la dignità. Grazie a loro, che sono una benedizione, c'è speranza».
È stato monsignor Fortunato Morrone, arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, a concludere il Rosario collettivo "Speri-Amo con Maria accanto alle donne in difficoltà" che quest’anno ha avuto come cornice piazza Duomo dove, nel giorno dell'Immacolata concezione, è stato acceso l'albero di Natale. In occasione di questa preghiera collettiva accese anche tante fiaccole.
Si rinnova la veglia collettiva promossa da arcidiocesi di Reggio-Bova, Caritas reggina e unità di strada “Delicati segni di Speranza", su impulso delle suore Francescane Alcantarine di Archi e in collaborazione con il coordinamento Mense, la Pastorale giovanile, le parrocchie, i seminaristi.
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