Ricevere la vita per restituirla, l’appello di Francesca: «Donate, è un gesto d’amore che rende felici»
Salvata da un trapianto di cuore, la ragazza ha trasformato la sua rinascita in un messaggio di speranza. Le valvole del suo cuore hanno aiutato altri pazienti e oggi la giovane racconta la sua storia per promuovere la donazione di organi e sangue
Aprile 2024. Su un tavolo operatorio, la vita di Francesca si ferma per ricominciare. Ma mentre un nuovo cuore prende posto nel suo petto per regalarle il futuro che la malattia le stava negando, accade qualcosa di straordinario: il suo vecchio cuore, stanco ma non del tutto arreso, non finisce nell'oblio. Le sue valvole sono intatte, pronte a salvare qualcun altro. In quel momento esatto, Francesca smette di essere solo una paziente in attesa di un miracolo e diventa lei stessa il miracolo di qualcun altro.
La strada per arrivare a Borgia con un sorriso nuovo è stata in salita. Francesca conviveva dalla nascita con una cardiopatia ipertrofica restrittiva, un’ombra silenziosa che per anni nessuno era riuscito a battezzare. Poi, nel 2023, il corpo ha iniziato a cedere: il fiato corto, i liquidi che premevano sotto la pelle delle gambe, il verdetto inappellabile di un centro del Nord Italia. L’unica via d’uscita era un trapianto di cuore.
L'appello per la donazione
Oggi, quella ragazza che ha rischiato di spegnersi parla con una forza che travolge. Lo fa attraverso le telecamere del network LaC per lanciare un messaggio. Il suo non è un appello alla pietà, ma un invito alla gioia e alla donazione degli organi e del sangue.
«Donare è un gesto d'amore che fai per te stesso, prima ancora che per gli altri», racconta con una consapevolezza rara. È il paradosso della generosità: nel momento in cui doni sangue o organi, la prima persona che senti viva e felice sei tu. «Quando dono lo faccio perché questo rende felice sia me che gli altri», aggiunge poggiando con il proprio sorriso l'accento sulla importanza della solidarietà.
La storia di Francesca rompe il tabù della malattia come fine e la trasforma in un circolo perfetto. Lei, che ha ricevuto la vita, non ha sprecato nemmeno un secondo per rimetterla in circolo, sensibilizzando tutti sulla donazione degli organi. Perché, come dimostra la sua esperienza, la felicità è un'eco. Torna sempre indietro, ma con una differenza: rientra più forte di prima.