Sezioni
Edizioni locali
16/01/2026 ore 13.14
Attualità

Caldo estremo, cresce il rischio metabolico per le persone con epilessia: l’allarme dalla Calabria

La ricerca nasce dalla collaborazione tra l’Uoc di Neurologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e i ricercatori dell’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr di Lamezia Terme

di Redazione Attualità

Uno studio condotto interamente in Calabria porta all’attenzione della comunità scientifica un nuovo potenziale rischio sanitario legato al cambiamento climatico: l’aumento dei casi di iponatriemia – una riduzione dei livelli di sodio nel sangue – nelle persone con epilessia in trattamento con alcuni tra i più comuni farmaci anticrisi durante i periodi di caldo estremo.

La ricerca nasce dalla collaborazione tra i neurologi dell’Uoc di Neurologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, coordinati dal professor Antonio Gambardella, e i ricercatori dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr di Lamezia Terme, guidati dalla dottoressa Claudia Roberta Calidonna, con il contributo del dottor Francesco D’Amico. Un esempio concreto di sinergia scientifica regionale capace di produrre risultati di rilievo internazionale.

I dati, pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Epilepsia, evidenziano un quadro preoccupante: nello scorso anno, il 16% dei pazienti in terapia con carbamazepina e derivati ha registrato almeno un ricovero o accesso ospedaliero per sintomi riconducibili all’iponatriemia. Oltre il 70% degli episodi si è concentrato nei mesi estivi, tra giugno e agosto, spesso in coincidenza con ondate di calore e notti tropicali, caratterizzate da temperature notturne stabilmente superiori ai 20 gradi.

«I risultati dimostrano come le condizioni climatiche estreme possano rappresentare un fattore di rischio significativo per le persone con epilessia. In territori climaticamente vulnerabili come la Calabria, questi elementi devono essere attentamente considerati nella scelta e nella gestione delle terapie farmacologiche», spiegano i ricercatori.

Lo studio è stato presentato dal dottor Francesco Fortunato al Congresso Mondiale sull’Epilessia dell’Ilae, recentemente svoltosi a Lisbona, portando l’esperienza e le competenze della ricerca calabrese su un palcoscenico scientifico internazionale. Il lavoro conferma il valore della cooperazione tra le istituzioni scientifiche della Calabria e sottolinea l’importanza di un approccio integrato per affrontare le nuove sfide sanitarie poste dal riscaldamento globale e tutelare le fasce più vulnerabili della popolazione.

?>