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15/09/2026 ore 15.45
Attualità

San Basile simbolo della lotta allo spopolamento, qui la scuola riapre grazie all’accoglienza

Nel piccolo comune del Pollino l’istituto rischiava di chiudere per la mancanza di numeri sufficienti. Caterina Pugliese (responsabile di progetto e consigliera): «Quei bambini oggi sono compagni di banco, amici e parte della quotidianità del paese»

di Redazione Attualità

In un piccolo paese come San Basile, dove il calo demografico rischia ogni giorno di mettere in discussione servizi essenziali, oggi riapre la scuola. Qui ha rischiato concretamente di chiudere per la mancanza di numeri sufficienti. Un rischio che avrebbe significato molto più della perdita di un servizio: avrebbe significato privare il paese di uno dei suoi luoghi più importanti di socialità, formazione e comunità. Oggi, invece, i bambini tornano in classe.

A contribuire alla permanenza della scuola è stata anche l'esperienza di accoglienza delle famiglie inserite nel progetto presente sul territorio comunale. Bambini arrivati da storie e percorsi diversi hanno trovato posto nelle aule di San Basile e, allo stesso tempo, hanno contribuito a dare nuova vita alla scuola.

«Non voglio che questa storia venga raccontata dicendo semplicemente che alcuni bambini hanno permesso di raggiungere il numero necessario per mantenere aperta la scuola – sottolinea Caterina Pugliese, responsabile di progetto e consigliera con delega alla Scuola, perché significherebbe ridurre una storia umana a una questione di numeri».

«Quei bambini oggi sono bambini della nostra scuola. Sono compagni di banco, amici, parte della quotidianità del paese. E penso che proprio questo sia il significato più profondo dell'accoglienza: non limitarsi ad ospitare qualcuno, ma creare le condizioni perché possa sentirsi parte della comunità».

La vicenda di San Basile rappresenta così una piccola storia che parla di un problema molto più grande: quello dei borghi italiani che rischiano di perdere abitanti, servizi e prospettive.