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27/02/2026 ore 15.00
Attualità

San Calogero, al via la dismissione delle aree comunali non utilizzate per fini pubblici

In vendita terreni inizialmente destinati a verde pubblico e parcheggi. L’amministrazione vuole trasformarli in risorse economiche per l’ente e per il territorio. Tecnici e cittadini chiedono chiarimenti 

di Raffaele Florio

Il Comune di San Calogero ha avviato la procedura di individuazione e possibile alienazione di alcuni beni immobili comunali ritenuti non strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali. La decisione è contenuta nella deliberazione di Giunta comunale n.16, pubblicata sull’albo pretorio lo scorso 20 febbraio.

Tra i beni inseriti nell’elenco figurano anche aree provenienti da lottizzazioni convenzionate e originariamente destinate al soddisfacimento degli standard urbanistici, quali verde pubblico, parcheggi e spazi collettivi.

La delibera richiama l’articolo 58 del decreto legge n.112 del 2008, che consente agli enti locali di procedere alla valorizzazione o alla dismissione del patrimonio immobiliare non utilizzato per finalità pubbliche dirette, con l’obiettivo di generare entrate e razionalizzare la gestione dei beni comunali.

Le aree oggetto del provvedimento risultano individuate esclusivamente attraverso i riferimenti catastali. Una modalità che, secondo alcuni residenti e operatori del settore tecnico, rende complessa l’immediata identificazione dei terreni senza il supporto di professionisti abilitati.

Il tema riguarda in particolare le zone interessate da lottizzazioni edilizie, nelle quali i proprietari avevano ceduto superfici al Comune proprio per garantire servizi collettivi previsti dalla pianificazione urbanistica. Gli standard urbanistici — disciplinati dalla normativa nazionale — hanno infatti la funzione di assicurare equilibrio tra edificazione privata e dotazione di spazi pubblici.

La giurisprudenza amministrativa ammette la possibilità per i Comuni di modificare la destinazione d’uso di aree originariamente vincolate a standard, anche procedendo alla loro alienazione, purché resti garantita la quota minima di servizi prevista e non si producano effetti negativi sull’assetto urbanistico delle aree interessate.

Proprio su questo punto si concentrano le richieste di chiarimento avanzate da alcuni cittadini e tecnici locali, che chiedono di verificare se la eventuale vendita delle aree possa incidere sulla dotazione complessiva di verde e parcheggi nei comparti urbanistici coinvolti.

L’amministrazione comunale, nelle comunicazioni ufficiali, ha motivato l’iniziativa con la volontà di valorizzare terreni attualmente inutilizzati o in stato di abbandono, trasformandoli in risorse economiche per l’ente e per il territorio.

La vicenda è destinata ora a svilupparsi anche sul piano amministrativo. Alcuni residenti stanno valutando la possibilità di presentare osservazioni formali e ricorsi agli organi competenti, mentre non si esclude il coinvolgimento della Prefettura e della Corte dei Conti per le verifiche di competenza.

Nei prossimi mesi sarà determinante comprendere quali aree verranno effettivamente inserite nel piano delle alienazioni e quali garanzie urbanistiche saranno mantenute a tutela dei quartieri interessati.