Scuola in Calabria, oltre 4600 alunni in meno e 55 cattedre tagliate. Vitale (Cisl Scuola): «Scelta inaccettabile»
Calo demografico record nelle scuole calabresi, con perdite in tutte le province: «Tagliare il potenziamento in un territorio già fragile significa colpire recupero, inclusione e diritto allo studio»
Nella scuola calabrese si registra un significativo calo demografico, con 4.606 alunni in meno rispetto all’anno precedente. A lanciare l’allarme è il segretario generale della Cisl Scuola Calabria, Raffaele Vitale, che fotografa una situazione in progressivo peggioramento su tutto il territorio regionale.
Nel dettaglio, la diminuzione degli studenti interessa tutte le province: 630 alunni in meno nel Catanzarese, 1.757 in provincia di Cosenza, 331 a Crotone, 1.501 nel Reggino e 387 nel Vibonese. Un dato che si inserisce in un quadro già segnato dallo spopolamento e dalle difficoltà socio-economiche.
A fronte di questo calo, però, si registra un dato in controtendenza: l’aumento degli alunni diversamente abili, cresciuti di 895 unità, elemento che rende ancora più complessa la gestione del sistema scolastico regionale.
Vitale sottolinea come, nonostante la riduzione degli studenti, «saranno riconfermati i numeri dello scorso anno», fatta eccezione per l’organico di potenziamento. Proprio su questo punto si concentra la preoccupazione del sindacato visto «un taglio di 55 posti a livello regionale nell’anno scolastico 2026/2027», una scelta che rischia di avere conseguenze dirette sulla qualità dell’offerta formativa.
Secondo il segretario della Cisl Scuola Calabria, «è una scelta che non può essere accettata come automatica conseguenza del calo degli studenti», perché il potenziamento rappresenta un elemento centrale per il funzionamento delle scuole. «Svolge una funzione essenziale nella progettazione didattica, nel recupero, nel sostegno agli alunni e nell’ampliamento delle opportunità educative», evidenzia Vitale.
Da qui la posizione chiara del sindacato, che avrebbe preferito un approccio diverso. In particolare, «una difesa e un consolidamento dell’organico», così da garantire classi meno numerose e un supporto più efficace alla didattica. In un contesto fragile come quello calabrese, segnato da spopolamento e difficoltà territoriali, la scuola rappresenta infatti un presidio fondamentale.
Il messaggio, dunque, è questo: «Meno alunni non devono significare meno scuola, ma più attenzione ai territori, più inclusione e più tutela del diritto allo studio».
In chiusura, Vitale esprime comunque apprezzamento per il lavoro svolto dall’Ufficio scolastico regionale, guidato dal direttore generale Loredana Giannicola, insieme ai dirigenti Gulli, Greco, Cama e Lofaro, al dirigente tecnico Candelieri e ai funzionari coordinati da Asta.