«Stanotte sul Tirreno onde di 5 metri e mezzo, può essere come il ciclone Harry»: Occhiuto rilancia l’allerta
Il governatore manifesta preoccupazione per la tempesta in arrivo: «Mareggiate di proporzioni inferiori ma arriveranno in una zona segnata dall’erosione costiera»
«Siamo molto preoccupati per quello che potrà accadere fra stanotte e domani. Stiamo monitorando il fenomeno che non è da sottovalutare perché ci aspettiamo onde di un'altezza di 5 metri, 5 metri e mezzo». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, a margine di un evento presso la Cittadella Regionale. «Meno del ciclone Harry - ha proseguito - ma in una zona, il Tirreno cosentino, dove l'erosione costiera ha già provocato danni in passato. Purtroppo con questi fenomeni bisognerà convivere nei prossimi anni e mi auguro che ci sia un approccio diverso proprio dal punto di vista normativo e regolamentare. Questi interventi dovrebbero essere realizzati con la stessa velocità con la quale si fanno gli interventi di protezione civile». Occhiuto ha poi parlato anche del piano di interventi da realizzare per mitigare il fenomeno dell'erosione costiera, a margine di un evento presso la Cittadella Regionale, evidenziando la necessità di «procedure molto più veloci».
«Sto cercando di intervenire a livello nazionale – ha detto Occhiuto – perché ci possa essere una seconda ordinanza di protezione civile, o comunque delle norme, in relazione al decreto che il Governo si appresta a fare, per rendere più agevoli questo genere di interventi. Sapete che quando si fa il Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale ndr.) per contrastare l'erosione costiera servono 16, 17, 18 pareri a volte. Questi interventi si producono con una lentezza esagerata e purtroppo se ne parla solo quando avvengono fenomeni come quelli vissuti a gennaio o che rischiamo di vivere nelle prossime ore, poi si spengono i riflettori. Noi per la verità li abbiamo sempre tenuti accesi», ha aggiunto Occhiuto.
«In questi anni siamo intervenuti più volte riformando la legge sulla Protezione civile, spiegando ai sindaci l'importanza di costituire i Coc, commissariando i Comuni che non facevano questi interventi e assistendoli quando era necessario», ha sottolineato. «In tre anni e mezzo - ha ricordato Occhiuto - abbiamo speso 140 milioni per il dissesto idrogeologico mentre nei dieci anni precedenti ne erano stati spesi soltanto 70 milioni. È comunque una goccia nel mare perché per difendere le coste, e mitigare il rischio di frane in una regione come Calabria, servirebbero due, tre miliardi ma soprattutto servirebbero procedure molto più veloci».