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31/05/2026 ore 10.48
Attualità

Strage del Raganello, le voci dei sindaci dopo la sentenza: «Tocci condannato perché è piovuto, chiediamo equilibrio»

Le parole di Caruso, Stasi, Faragalli, Gallo, Pappaterra, Di Gioia: «Non vogliamo l’impunità ma non si può anticipare l’imprevedibile». Cinquantasei Comuni, Regione Calabria, Parco del Pollino e Parco della Sila si sono uniti a Civita per sostenere il collega

di Franco Sangiovanni

A pochi giorni dalla pesante sentenza del Tribunale di Castrovillari, che lo scorso 22 maggio ha condannato in primo grado a 4 anni e un mese di reclusione il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, per omicidio colposo plurimo a causa della tragedia del torrente Raganello (avvenuta il 20 agosto 2018 e costata la vita a 10 persone), la comunità locale è diventata l'epicentro di un caso politico e istituzionale di portata nazionale. Ieri a Civita si è tenuta una manifestazione spontanea ed eccezionalmente partecipata con 86 amministratori rappresentanti circa 56 Comuni della provincia di Cosenza e dell'intera Calabria, insieme a rappresentanti della giunta e del consiglio regionale, con la presenza del Parco del Pollino e del Parco della Sila, si sono autoconvocati per manifestare una solidarietà che va ben oltre la vicinanza personale, trasformandosi in una decisa protesta istituzionale contro l'isolamento dei sindaci e lo spettro della "responsabilità oggettiva".

Tocci: «Condanna aberrante che colpisce la mia vita e la mia famiglia» 

Emozionato ma fermo sulle proprie posizioni, il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, ha espresso profonda gratitudine per il coraggio e la sensibilità dimostrati dai colleghi, chiarendo subito che questa non è la battaglia di un singolo «contro i mulini a vento». Tocci ha difeso a viso aperto il proprio operato e quello della sua struttura, annunciando il ricorso in appello al 100%: «Sono stato affondato in primo grado e ancora non ne capisco le motivazioni reali. Basta leggere le carte per capire che non c'è dolo e che manca il nesso di causa. Legare una provvisionale ingiusta a un cittadino che vive del proprio lavoro, e non di quello da sindaco, è aberrante. Esistono punti cardine sulla responsabilità che non sono stati dipanati, primo fra tutti l'imprevedibilità di una tragedia simile. E poi c'è un'altra formula che non capisco: dopo otto anni vengo condannato e, nello stesso tempo, il torrente Raganello viene dissequestrato e restituito agli aventi diritto. Mi auguro che qualche legislatore mi aiuti a comprendere.»

Pappaterra: «Non chiediamo impunità ma equilibrio»

L'iniziativa, nata dal forte passaparola tra gli amministratori locali per iniziativa di Paolo Pappaterra e Lucio Di Gioia, rispettivamente sindaci di Mormanno e Cerisano, è stata definita proprio da Pappaterra come un «atto assolutamente doveroso». I sindaci si sentono l'ultimo e più vulnerabile anello di una catena istituzionale priva di mezzi e risorse, ma sovraccarica di oneri. Attraverso lo slogan #SiamoTuttiTocci, Pappaterra ha sottolineato come l'evento di Civita sia solo il primo passo per porre un tema concreto nel dibattito nazionale: «Se ogni evento naturale imprevedibile si traduce nella ricerca di un capro espiatorio identificato solo e soltanto nel sindaco, nessuno si prenderà più la responsabilità di guidare le nostre comunità. Non chiediamo immunità o impunità, chiediamo equilibrio legislativo. Se il sistema viene messo in discussione da queste sentenze, pur rispettando la magistratura, a uscirne indebolito è lo stesso sistema democratico locale». Il paradosso delle allerte meteo: «In allerta gialla dovremmo fermare le città?».

Di Gioia: «Tocci condannato perché è piovuto»

Unanime è il coro dei sindaci sul tema dell'impossibilità di gestire la totale imprevedibilità degli eventi atmosferici. Lucio Di Gioia, sindaco di Cerisano, pur definendo la tragedia del Raganello «una ferita ancora aperta per cui siamo affranti», ha rimarcato l'ingiustizia di una sentenza arrivata per un evento incontrollabile: «Non è possibile riconoscere una responsabilità ad un amministratore semplicemente perché è piovuto. C'era un'allerta gialla, nessuna indicazione di pericolo particolare in un luogo aperto al pubblico e impossibile da controllare. Questa norma introduce una responsabilità oggettiva inaccettabile».

Stasi: «I sindaci non possono essere lasciati soli»

Sulla stessa linea d'onda Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano, che ha evidenziato il cortocircuito amministrativo generato da questa sentenza: «Se un sindaco, in regime di allerta gialla, per tutelarsi dovesse fermare la città, si fermerebbe tutta l'economia, si fermerebbero le scuole e le istituzioni. Non si può lasciare un sindaco nella solitudine e nella discrezionalità, sapendo che se succede qualcosa per fatalità rischia il carcere. Trovare un capro espiatorio non protegge le persone. Se viene condannato un sindaco, viene condannato l'intero sistema istituzionale, che va urgentemente rivisto».

Caruso: «Un sindaco non può anticipare l’imprevedibile»

La manifestazione di ieri ha visto una compattezza assoluta, azzerando le differenze tra destra e sinistra. Franz Caruso, sindaco di Cosenza, ha portato il peso e il sostegno della città capoluogo, focalizzandosi sulla natura della responsabilità penale: «La responsabilità penale è personale, non può diventare una responsabilità oggettiva di carica. Non si può chiedere a un primo cittadino di anticipare l'imprevedibile. Alessandro Tocci è una persona scrupolosa e attiva, ma qui è in gioco il ruolo stesso del sindaco: se c'è un danno la colpa è nostra, se il danno viene risolto il sindaco sparisce. Chiediamo ad ANCI Calabria e ANCI Nazionale una forte azione per ridefinire i perimetri normativi della nostra colpa di fronte a eventi naturali eccezionali».

Faragalli: «Tutti insieme senza bandiere»

Biagio Faragalli, sindaco di Montalto Uffugo e Presidente della Provincia di Cosenza, ha espresso preoccupazione per il futuro della politica locale: «Amministrare oggi è difficilissimo. Se continuiamo così, rischiamo l'allontanamento dei cittadini dalla politica e l'impossibilità di creare nuove classi dirigenti, spaventate da queste tutele inesistenti. Gli amministratori presenti oggi dimostrano che siamo uniti, senza bandiere, per difendere un amministratore capace e dedito alla sua gente».

Gallo: «Certo che Tocci sarà assolto, solidarietà per le famiglie delle vittime»

A chiudere il cerchio, l'intervento dell'assessore della Regione Calabria, Gianluca Gallo, che ha ribadito il rispetto per la magistratura pur auspicando un esito diverso nei successivi gradi di giudizio: «Le sentenze si rispettano non si discutono eventualmente si appellano come sicuramente farà il Sindaco. Sono sicuro che dimostrerà la sua completa estraneità rispetto ai fatti accaduti nell’agosto 2018. Bisogna comunque manifestare solidarietà nei confronti alle famiglie che hanno perduto i loro cari e la ricerca della verità e sempre importante ma io credo sia difficile pensare anche in futuro a delle responsabilità oggettive per i sindaci quando qualcosa accade sul territorio. Non conosco le carte del processo, sono certo, lo ribadisco, che la trasparenza del sindaco Tocci verrà dimostrata nei successivi gradi di giudizio».