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06/06/2026 ore 09.34
Attualità

Strage di Amendolara, istituzioni unite contro l’orrore: «Più controlli e una rete contro il caporalato»

Vertice istituzionale ad Amendolara dopo la strage dei quattro lavoratori migranti. La Regione Calabria conferma il rafforzamento dei controlli, il tavolo anticaporalato e i progetti Supreme 2 e Incipit per contrastare lo sfruttamento

di Franco Sangiovanni

Un coro unanime di indignazione, ma soprattutto una richiesta perentoria di legalità e di interventi strutturali immediati. È questo il forte segnale scaturito dall'importante incontro istituzionale tenutosi ad Amendolara, convocato d'urgenza dopo il drammatico evento dello scorso 1° giugno, che ha sconvolto non solo la fascia ionica ma l'intera coscienza nazionale. Quattro braccianti agricoli hanno perso la vita, arsi vivi in un minivan nei pressi di un'area di servizio sulla Statale 106 jonica, e un quinto è rimasto gravemente ferito; una vera e propria strage per la quale sono stati tratti in arresto altri due migranti, attualmente detenuti nel carcere di Castrovillari sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica.

All'incontro, indetto e ospitato dal sindaco di Amendolara, Maria Rita Acciardi, hanno preso parte in modo massiccio i primi cittadini e i delegati dell'intero comprensorio, erano presenti i rappresentanti dei comuni di Rocca Imperiale, Montegiordano, Trebisacce, Oriolo, Canna, San Lorenzo Bellizzi, Cassano Allo Ionio, Villapiana, Cerchiara e Nocara. Al tavolo dei relatori si sono seduti l'Assessore Regionale alle Politiche Sociali, Pasqualina Straface, e il Segretario Provinciale della FAI CISL, Antonio Pisani, affiancati dagli esponenti del gruppo politico "Laboratorio Sinistra al Quadrato" e da un nutrito schieramento di organi di stampa locali e televisivi, a testimonianza dell'enorme impatto mediatico e sociale della vicenda.

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Il monito dell'assessore Pasqualina Straface

Nel corso della discussione, l’intervento dell’Assessore Regionale Pasqualina Straface ha tracciato le linee direttrici dell’azione governativa regionale, ribadendo fermamente che la presenza della Regione sul territorio testimonia una vicinanza che va ben oltre la pura reazione formale. L’esponente della giunta regionale ha spiegato di aver risposto prontamente all'invito del sindaco Maria Rita Acciardi per organizzare questo incontro con tutti i sindaci della fascia ionica, al fine di esprimere un profondo e sentito sentimento di cordoglio per le vittime di questa bruttissima tragedia che ha colpito Amendolara. Una tragedia che, secondo l'Assessore, ha scosso profondamente le coscienze, ma che allo stesso tempo reca in sé «un richiamo forte al dovere di responsabilità, di verità e di azioni concrete. Il caporalato non nasce oggi, non nasce ad Amendolara e non nasce solo in Calabria. È un fenomeno che riguarda diverse regioni del nostro Paese Italia, che si inserisce nell'agricoltura, nei trasporti, nella logistica, nei servizi. Siamo di fronte ad un fenomeno complesso e multidimensionale, che sicuramente non va ricercato in una sola causa oppure affrontato con un solo strumento. Non siamo soltanto di fronte ad una intermediazione illegale di mano d'opera, ma il caporalato si inserisce nei trasporti, si inserisce nell'abitare di queste persone. Parliamo di persone, non parliamo sicuramente di numeri o di statistiche. Parliamo di persone che hanno lasciato la loro terra, che hanno lasciato le loro famiglie e i loro affetti per un futuro migliore. È nella loro vita che si inserisce la vulnerabilità, si inserisce il precariato e lo sfruttamento. Sono diversi i fenomeni che noi dobbiamo considerare. Dobbiamo considerare il fenomeno economico, dove purtroppo ad un massimo profitto troviamo lo sfruttamento della mano d'opera. Troviamo fenomeni di carattere sociale che riguardano la povertà, la vulnerabilità, che riguardano quelle persone che purtroppo non conoscono la lingua, che non sanno quelli che sono i loro diritti o i loro sistemi di tutela. Parliamo delle distanze dal dove loro devono andare a lavorare, dove mancano trasporti pubblici, ma parliamo soprattutto della necessità di avviare un rafforzamento di un monitoraggio, di controlli, di ispezione e di vigilanza.» L’Assessore ha poi indicato la strada della «responsabilità collettiva, che vede insieme le istituzioni, gli enti di controllo, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, le imprese, il terzo settore e le comunità». Proprio in questa direzione, ha ricordato la Straface, lo scorso 30 aprile è stato riattivato il tavolo anticaporalato regionale, che vede la presenza attiva delle prefetture, dell'ispettorato territoriale del lavoro, dell'Inps, dei sindacati, delle associazioni di categoria, del terzo settore e degli enti locali, all'interno del quale è stata attivata una cabina di regia permanente per il monitoraggio del fenomeno, lo scambio di informazioni e il coordinamento delle azioni di contrasto.

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I Progetti in campo: Su.Pr.Eme.2 e IN.C.I.P.I.T.

A questa architettura istituzionale si aggiungono le azioni operative del progetto Su.Pr.Eme.2, programma finalizzato a promuovere l’emersione, l’emancipazione e l’empowerment delle persone straniere vittime di sfruttamento lavorativo, articolato su tre specifiche linee di intervento che vedono come protagonisti i territori chiave della piana della Sibaritide (coinvolgendo direttamente i comuni di Cassano all'Ionio e Corigliano-Rossano) e della piana di Gioia Tauro (con i comuni di Rosarno, San Ferdinando e Taurianova). I finanziamenti stanziati sono imponenti e mirano a scardinare il sistema di isolamento su cui prosperano i caporali: 3.700.000 euro (linea FAMI) destinati a interventi socioassistenziali diretti; 1.700.000 euro per l'attuazione di politiche attive e azioni di lavoro; 5.700.000 euro finalizzati all'infrastrutturazione sociale e all'accoglienza abitativa. Nelle due aree della Sibaritide e di Gioia Tauro sono stati attivati dei poli sociali ("hub sociali"), supportati da un'équipe multidisciplinare già operativa composta da assistenti sociali, psicologi, operatori legali e mediatori culturali. Parallelamente, sono state operative delle unità mobili strutturate per raggiungere i migranti direttamente dai loro luoghi di vita ai campi di lavoro, garantendo l'emersione del lavoro sommerso e l'inizio della presa in carico. Sul fronte abitativo, tramite un'apposita agenzia sociale dell'abitare, sono stati pubblicati avvisi per reperire alloggi dignitosi destinati ai migranti vulnerabili, uniti a misure di orientamento, accompagnamento e formazione socio-lavorativa.

Un ulteriore pilastro è rappresentato dal progetto IN.C.I.P.I.T., iniziativa calabra per l’identificazione, protezione ed Inclusione sociale delle vittime di tratta, focalizzato sulla protezione, tutela e accompagnamento delle vittime della tratta degli esseri umani, per il quale è in via di sigla un protocollo d'intesa con la Procura di Reggio Calabria.

I numeri del fenomeno e la necessità di un'alleanza collettiva

Rispondendo alle sollecitazioni del territorio relative alla necessità urgente di avviare un censimento stringente delle presenze reali dei lavoratori, l’Assessore Straface ha fornito dati analitici precisi. Ad oggi si registrano circa 110.000 presenze straniere, equivalenti a circa il 5% della popolazione calabrese. Di questa platea, se oltre il 50% trova impiego nel comparto dei servizi, ben più del 27% trova occupazione in agricoltura, rappresentando la spina dorsale delle raccolte stagionali. Le attività di contrasto e assistenza mostrano già i primi riscontri numerici, nel solo periodo compreso tra febbraio e maggio 2026, si è registrata la presa in carico strutturata di 416 persone, mentre i servizi di prossimità e le unità mobili hanno raggiunto e supportato oltre 500 stranieri migranti, garantendo loro accompagnamento, supporto e inclusione. L’assessore ha concluso ricordando che la Regione non può combattere questa battaglia da sola con le sole politiche sociali, serve che le associazioni di categoria e il mondo produttivo sano isolino l'illegalità, poiché il caporalato resiste finché qualcuno decide di violare i contratti collettivi di lavoro pur di massimizzare i profitti a discapito delle persone.

L'incontro si è chiuso con un'importante nota di determinazione operativa. Infatti nelle stesse ore, a Reggio Calabria, si è svolto un vertice tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, in cui è stato sancito ufficialmente che, a partire da questa estate, aumenteranno sensibilmente i controlli ispettivi sul territorio. L’obiettivo fissato dai sindaci e dalla Regione è fare in modo che l'atroce sacrificio dei quattro braccianti di Amendolara diventi lo spartiacque definitivo verso l’eradicazione totale dello sfruttamento in Calabria.