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29/09/2026 ore 16.22
Attualità

Successo per la Notte dei ricercatori all’Unical, il rettore: «Con l’eccellenza porteremo in alto la Calabria»

Oltre 12mila studenti per l’evento che si è tenuto nei giorni scorsi. Il rettore Gianluigi Greco racconta la crescita dell’Unical, mentre il responsabile artistico Fabio Vincenti svela il lavoro dietro il grande evento

di Riccardo Montanaro

Nei giorni scorsi si è conclusa la Notte Europea dei Ricercatori anche all’Università della Calabria che, nonostante condizioni meteo avverse (specie nella mattinata) ha ospitato più di diecimila studenti proveniente da tutta la Calabria.

È stata una giornata all’insegna della ricerca e, non per ultimo, del divertimento.

Nell’anfiteatro dell’UniCal antistante il Teatro Universitario è andato in scena l’ormai consuetudinario concerto che corona la notte dei ricercatori, ad esibirsi ieri l’artista romano Carl Brave.

È piaciuto, è stato coinvolgente, ha fatto divertire e ballare tutti i presenti, che erano davvero tanti. Una piazza gremita ha infatti travolto la band capitanata dall’artista.

Non è però solo divertimento, non è solo quell’ora di esibizione che va in scena, quella di ieri è una macchina organizzativa che funziona alla perfezione e che a causa delle condizioni meteo ha dato prova di saper resistere alle intemperie. Già dalla mattina gli studenti accolti sono stati “trasferiti” sul ponte coperto o nei vari laboratori per far continuare tutte le attività per loro organizzate.

Nella notte poi, l’organizzazione è stata frutto di un lavoro di squadra ormai ben saldo. A timone della nave approdata in porto il responsabile artistico dell’Università della Calabria Fabio Vincenti. Ha risposto per noi a qualche domanda.

Tante ormai le edizioni della notte dei ricercatori, quest’anno l’Unical ha però affrontato una bella sfida: tanti ma tanti ragazzi. Cosa rappresenta per lei questa notte?

Ci sono diversi aspetti da considerare che sono fondamentali: l'università deve lavorare per gli universitari e la crescita dal punto di vista della ricerca dell'insegnamento di quelli che aumentano come corsi di laurea sono fondamentali non per ultimi quelli di medicina e scienze infermieristiche ed è un input straordinario.

Stiamo avendo delle richieste che hanno numeri sensazionali ma che sono frutto di un lavoro e di una ricerca molto accurata.

C’è un però, sembra di capire.

Si. L’Università offre tantissimi spazi: due teatri, tre anfiteatri e due sale cinema. I fondatori di quest’Università, quasi 60 anni fa tra un po’, pensarono che questo dovesse essere l'anello di congiunzione per riunire i territori di una Calabria che per troppo tempo è stata separata. L'università di tutti. Non è di Arcavacata, non è di Rende né Cosenza, è dei calabresi.

Il mio obiettivo è unire la didattica di qualità che questo ateneo offre alla socialità, anche questa è un modo per restare qui, nella nostra regione.

Il meteo non ha aiutato quest’anno.

Siamo stati sfortunati, è vero, ma dodicimila persone sono state sistemate in un tempo record negli spazi al chiuso. Tutto ha funzionato.

L’anno scorso Franco 126 quest’anno Carl Brave. L’asticella è sempre alta.

Ho lavorato per per lunghi anni a Roma ed ho imparato una cosa: questa generazione va da Mannarino alla crew che racchiudeva Carl Brave, Franco 126 e Fra Quintale. Musica moderna legata anche un po' a Franco Califano perché loro tre erano molto legati ai suoi testi ed andavano a trovarlo. È un cerchio che bisognava chiudere.

Non è la prima volta però di Carl Brave qui.

Dice benissimo. Uno dei primi tour fortunati dell’artista ha avuto una settimana di prove – per poi debuttare – proprio qui all’auditorium dell’Unical. Sono passati un bel po’ di anni.

Fare questi eventi di inverno. È possibile?

All’aperto non si può lavorare più di tanto per il freddo. Colgo la tua provocazione però per fare una denuncia: non è colpa dei cantautori non è colpa dei cantanti, ma è colpa delle sigle, è colpa delle major. Acquistare concerti dal vivo è diventato quasi impossibile perché i costi sono proibitivi.

Verrebbe da dire che non ne vale la pena.

Diventa proibitivo il cachet diviso il numero dei posti: noi abbiamo 600 posti. In questo momento di crisi economica bisogna stare attenti alle cose che si fanno per i giovani. Non possono pagare biglietti da 80, 100€, non è normale.

Non resta che augurarle, un grande in bocca al lupo!

Viva e grazie.

Poco prima dell’inizio del concerto, ha risposto a qualche domanda anche il Magnifico Rettore dell’Università della Calabria prof Gianluigi Greco.

Sarà la prima notte dei ricercatori per Lei in veste di Magnifico Rettore, che sensazione si prova?

È stata veramente una grande emozione. Tutto il ponte era strapieno di giovani, famiglie, è stato veramente bello, nonostante un nubifragio davvero incredibile che non ricordavo da tanto tempo. Oltre 12mila persone che hanno preso d’assalto i nostri laboratori, per fortuna al coperto. È stata una giornata davvero bella, all’insegna della scienza, della cultura, della condivisione con il territorio ed oggi concludiamo in bellezza con un grande concerto.

Qual è la sfida che potrebbe partire da Rende e dall’Unical per tutta la Nazione e forse anche oltre dopo la Notte dei Ricercatori?

Noi stiamo dimostrando concretamente che con l’eccellenza, con la ricerca di alta qualità, con la dedizione, con anche il sacrificio di tante ricercatrici e ricercatori si riescono a raggiungere grandi risultati. Noi mettiamo il nostro pezzetto di competenze, formazione dei giovani, ogni istituzione deve essere in grado di mettere il suo pezzetto e riusciremo a portare in alto la nostra Calabria.

L’Unical è tra i primi Campus mondiali nell’ultima ricerca effettuata. Cosa rappresenta per Lei questo traguardo?

È veramente un traguardo per noi storico. Già da alcuni anni siamo primi in Italia nella classifica CENSIS per la qualità dei servizi ma da quest’anno siamo anche primi in Italia nell’area d’ informatica ed ingegneria informatica. È veramente un traguardo incredibile, dimostra che un’area importante, storica di questo ateneo, la più vocata alle tecnologie, è un assoluto punto di riferimento in Italia e a quest’area fanno riferimento anche in maniera sinergica tutte le altre aree dell’ateneo. C’è voglia di crescere assieme e stiamo diventando un Campus che tutti guardano con attenzione.