Suicidi nelle forze dell’ordine, Di Tillo (Sic Calabria): «Strage silenziosa. Servono tutele e stipendi dignitosi»
Il segretario del sindacato dei carabinieri lancia l’allarme su una situazione che «grida vendetta» e chiede «l’apertura di un tavolo permanente con le istituzioni»
«Non possiamo più restare a guardare mentre i nostri colleghi scivolano nel baratro del silenzio e dell’abbandono. La catena di suicidi che sta colpendo carabinieri e poliziotti non è una fatalità, ma una strage silenziosa che grida vendetta davanti all’indifferenza delle istituzioni». È quanto dichiara, in una nota, Amedeo Di Tillo, segretario generale Sic Calabria.
«Dietro ogni uniforme – prosegue – c’è un uomo, una donna, un padre o una madre. Eppure, oggi, chi serve lo Stato sembra essere diventato l’ultima preoccupazione dello Stato stesso. I fattori che contribuiscono a questo malessere sono molteplici e stratificati: gli stipendi sono ormai insufficienti. È diventato imperativo adeguare gli emolumenti al reale costo della vita. Non si può chiedere a un servitore dello Stato di affrontare turni massacranti e rischi quotidiani con la costante angoscia di non arrivare a fine mese. Donne e uomini a cui chiediamo di svolgere un lavoro usurante, logorante, aggravato da una crescente e ingiustificata ostilità da parte di una fetta di popolazione, specie giovanile, spesso strumentalizzata in modo vergognoso da ben individuate forze politiche che dipingono chi veste la divisa come un nemico, invece che come un baluardo di legalità».
«È da tempo – va avanti Di Tillo – che chiediamo di rafforzare i presidi di tutela psicologica: occorre renderli capillari e, soprattutto, aggiornati. Serve una rete in grado di intercettare preventivamente i segnali di disagio senza che il militare debba temere ripercussioni sulla carriera. Oggi, purtroppo, chiedere aiuto è ancora visto come un tabù o una debolezza che può anche portare a conseguenze sul servizio».
«Bisogna alleggerire la tensione interna e porre attenzione agli aspetti più intimi e personali delle donne e degli uomini in divisa – continua –. Pensiamo alle situazioni più delicate: madri e padri separati che lottano per vedere i propri figli, famiglie con bambini piccoli che devono gestire trasferimenti e turni impossibili. Queste persone non possono essere lasciate sole con il loro carico di dolore».
«Fermare questa strage è un imperativo morale. Il Sic Calabria – conclude Di Tillo – chiederà con forza l’apertura di un tavolo permanente con le istituzioni dedicato esclusivamente al tema dei suicidi nelle forze dell’ordine. Dobbiamo rimettere al centro le donne e gli uomini, i loro bisogni e la loro dignità di persone, prima ancora che di militari. Non permetteremo più che il sacrificio dei nostri colleghi avvenga nell'ombra. Ogni divisa che cade nell'indifferenza è una sconfitta per l'intero Paese».