Terremoti nel Tirreno, oltre 60 scosse in una settimana: paura in Calabria, alle Eolie frane su tre isole
Una sequenza sismica al largo della Sicilia, con una scossa di magnitudo 5,5 e numerosi eventi successivi, ha fatto tremare gran parte dell’arcipelago delle Eolie. Ad Alicudi e Filicudi cittadini in strada, segnalate frane anche a Salina
Più di 60 terremoti in una settimana nel Tirreno meridionale, al largo della Sicilia, con una sequenza sismica che ha fatto registrare decine di eventi e ha riportato la paura tra gli abitanti delle isole Eolie. La scossa più forte ha raggiunto la magnitudo 5,0, con epicentro in mare e una profondità di circa nove chilometri. Il sisma è stato avvertito in diverse zone della Sicilia e ha fatto scattare, come previsto dai protocolli internazionali, l'allerta tsunami, successivamente revocata.
La situazione è seguita dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che sta monitorando l'evoluzione della sequenza. A spiegare l'origine del fenomeno è Salvatore Stramondo, direttore del dipartimento Terremoti dell'istituto, secondo cui alla base dell'attività sismica c'è il movimento delle placche tettoniche.
Terremoti alle Eolie, cittadini in strada ad Alicudi e Filicudi
La nuova scossa registrata alle 15:55, di magnitudo 4,6, è stata avvertita nettamente in gran parte dell'arcipelago delle Eolie. Ad Alicudi e Filicudi la paura ha spinto nuovamente alcuni cittadini a uscire dalle proprie abitazioni e a riversarsi in strada.
Le segnalazioni raccolte indicano anche la presenza di frane a Filicudi, Salina e Alicudi. I distacchi si sarebbero verificati in zone lontane dai centri abitati, secondo le prime informazioni diffuse dall'Ansa.
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La sequenza sismica interessa un'area marina estesa alcune decine di chilometri. Dopo la scossa di magnitudo 5,0, registrata alle 12:19 a circa 98 chilometri a nord-est di Bagheria, sono stati rilevati altri 35 terremoti di magnitudo superiore a 2 nell'area più ristretta della sequenza, con un raggio di circa 15 chilometri.
Il susseguirsi degli eventi è documentato dai rilevamenti dell'Ingv, che aggiorna costantemente i dati. Le scosse sono state avvertite in diverse aree della Sicilia, da Messina a Palermo, fino a Catania, Siracusa e Agrigento.
Perché la terra trema: la spinta della placca africana
All'origine della sequenza, ha spiegato Stramondo all'Ansa, c'è il meccanismo compressivo generato dal contatto tra la placca africana e quella eurasiatica. Spostandosi verso nord, la placca africana esercita una pressione su quella eurasiatica, producendo deformazioni della crosta terrestre e generando terremoti.
In questo caso si tratta di eventi crostali, che hanno origine nella parte più esterna e rigida della Terra. La relativa vicinanza alla superficie può contribuire a rendere le scosse percepibili anche a distanze considerevoli dall'area in cui si verificano.
Allerta tsunami revocata: nessuna variazione del livello del mare
La magnitudo 5,0 ha determinato l'attivazione dell'allerta tsunami secondo le procedure previste per eventi sismici potenzialmente in grado di generare onde anomale. Il Centro tsunami dell'Ingv ha seguito il protocollo internazionale e ha successivamente chiuso l'allerta.
«Non abbiamo rilevato variazioni nel livello del mare, non c'è stato maremoto», ha riferito Stramondo. Il ricercatore ha inoltre spiegato che il centro utilizza un nuovo modello probabilistico per la valutazione del rischio tsunami, sviluppato per migliorare le stime e ridurre i falsi allarmi rispetto al precedente sistema deterministico.
Il monitoraggio della sequenza prosegue mentre le autorità e gli organismi competenti raccolgono ulteriori informazioni sugli effetti delle scosse, in particolare nelle isole dove sono state segnalate frane.