Tetto al prezzo di benzina e gasolio, i piccoli distributori: «Non possiamo adeguarci al ribasso, così è insostenibile»
È in atto una fuga di clienti attirati dal risparmio di pochi centesimi. Mentre i grandi marchi riescono ad allineare i prezzi al ribasso, le "pompe bianche" vengono penalizzate. La testimonianza di un gestore: «È una presa in giro»
L’iniziativa di Eni, Ip e Q8 che prevede un tetto massimo per benzina e gasolio ha spinto la gente in massa a corre a rifornirsi, generando lunghe file ai distributori.
Gli sconti hanno innescato un forte effetto domino sul mercato e disparità nel settore, con i grandi marchi che stanno procedendo ad allineare i listini al ribasso per evitare una fuga di massa dei clienti, mentre le "pompe bianche" e i piccoli distributori subiscono gli svantaggi maggiori e vengono fortemente penalizzati. Per toccare con mano la situazione, abbiamo ascoltato un gestore di una stazione indipendente, con sede a Gioia Tauro, che non ha potuto applicare gli sconti.
«Ci hanno toccato e non poco - ha dichiarato con frustrazione -. Abbiamo sempre meno margine, più il prezzo è alto e meno guadagniamo, perché noi guadagniamo sui litri e non sull'importo. Non ci possiamo adeguare al ribasso, altrimenti ci perdiamo. Adesso, l'Eni ha fatto questi prezzi, sono 20 centesimi di differenza che non portano a nessun tipo di sconto rilevante. Invito i clienti a stare attenti a dove vanno. Non conviene mettere 20 euro di carburante, infine non si guadagna niente, anche con il pieno sono pochi gli euro guadagnati. Non si risolve il problema con questo tipo di sconti. È una presa in giro. Ci auguriamo che vengano tolte le accise vecchie. Per com'è adesso la situazione i gestori non possono andare avanti. Alla fine lasceremo tutte le pompe di benzina solo con i self. In questo modo è insostenibile. Ci sono troppe spese da pagare. Con questi incassi non riusciamo a mantenere aperto il servizio. Per poterci adeguare anche noi e abbassare i prezzi ci hanno detto che ci faranno qualche sconto, ma non c'è stato detto quando e quanto. Siamo gli ultimi a saperlo. Nel frattempo, bisogna soffrire sperando in tempi migliori».