Il primo ricercatore del Cnr Mario Tozzi boccia il Ponte sullo Stretto: «Calabria e Sicilia hanno altre priorità»
Il divulgatore scientifico, dopo il passaggio a legge del Decreto Infrastrutture, conferma i propri dubbi nel corso dell’evento organizzato all’Unical: «Spesa incomprensibile»
Il decreto infrastrutture è diventato Legge. È arrivata l’approvazione alla Camera e ovviamente l’occhio cade sul punto più controverso, quello del ponte sullo stretto. Si riparte dunque dopo lo stop della Corte dei Conti, ma la maxi-infrastruttura non convince tutti. Il primo ricercatore del CNR e divulgatore scientifico Mario Tozzi, all’Unical per un convegno sul rischio sismico e vulcanico in Calabria, sferza senza mezzi termini la realizzazione dell’opera.
Ponte sullo Stretto, Costa (M5S): «Ignorati i rischi sismici, il governo si assume una responsabilità grave»«Non vedo quali siano i nuovi elementi – ha dichiarato a margine dell’appuntamento in Aula Magna – anche perché ormai sono trent’anni che si sente dire che il Ponte sullo Stretto si farà. Credo si tratti di un uso improprio delle risorse».
Tozzi punge il Ministero: «Non sono queste le priorità delle due regioni»
Il divulgatore scientifico pone l’accento sui problemi più evidenti relativi alla costruzione della maxi-opera inserita nel contesto calabro-siciliano: «È una spesa francamente incomprensibile rispetto allo stato in cui versano il territorio e le reti infrastrutturali della Calabria e della Sicilia. I ponti si possono fare, volendo si fanno – spiega – anche nelle zone sismiche più pericolose al mondo, ma curiosamente i ponti più lunghi che ci sono attualmente non portano linee ferroviarie».
Il Ponte fa litigare Salvini e Occhiuto: scontro sulle nomine nel consiglio d'amministrazione della Stretto di MessinaUn vulnus non da poco se è vero, com’è vero, che nei rendering diffusi ufficialmente dal Ministero del Ponte sullo Stretto si faceva espressa menzione della possibilità che i treni riuscissero a transitarvi sopra. «Io spero che questo la porti alla fine perché un uso così esteso dell’alta velocità finora non c’è stato o almeno non l’abbiamo visto. E, qualora non ci fosse il treno, sarebbe ancora più incomprensibile la scelta».
Poi Tozzi torna sulle priorità di Sicilia e Calabria prima della maxi-opera: «La sicurezza territoriale, la sicurezza infrastrutturale di dettaglio, per esempio. Questa è un’opera un po’ dimostrativa e poco efficace». Il passaggio del Decreto Infrastrutture a Legge, dunque, non cancella le polemiche su quello che accade. E soprattutto i tanti dubbi sull’utilità e la necessità della maxi infrastruttura.