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15/12/2024 ore 08.56
Attualità

Tradizioni, cibo e identità: a Lauropoli sulle orme de “I tijmp i na vot” per ricordare il proprio passato

Tanta gente ha affollato i vicoletti del borgo per riassaporare e rivivere la semplicità dei tempi passati. Musica folk, stand enogastronomici e rievocazioni hanno catturato l’attenzione soprattutto dei più giovani 

di Franco Sangiovanni

Tra i vicoletti del centro storico di Lauropoli, popolosa frazione di Cassano Allo Ionio, è andata in scena la terza edizione de “I tijmp i na vot”, un appuntamento comunitario identificativo con lo scopo di riproporre ai più teneri d’età quella che era una volta la vita, scevra da condizionamenti tecnologici ma imperniata tutto sul rapporto umano.

Una idea povera ma bella avvallata anche dall’amministrazione comunale di Cassano Allo Ionio retta dal sindaco Giovanni Papasso, coordinata da Andrea Elio Notaristefano e con le sapienti intuizioni della direzione artistica affidata a Filomena Aloise e Domenica Fiordalisi.

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I pochi metri che attanagliano le stradine interne, sempre più affollate rispetto alle altre precedenti edizioni, hanno ospitato una varietà di rievocazioni che hanno incuriosito proprio i giovani fermi e attenti ad osservare anche un semplice ferro da stiro dell’epoca, attrezzo riscaldato con brace ardente e la cui base liscia stirava i più dispettosi capi del momento storico.

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Non sono neanche mancati gli stand gastronomici, un’offerta culinaria varia con, in primo piano, la protagonista assoluta, povera ma indiscussa, i tradizionali “vissiniddj” o, abusando dell’idioma italico, le crespelle di acqua e farina, lievitate, fatte dorare in olio bollente.

E tra un “vissiniddj” e un piatto di spaghetti “cu l’ugghij russ” (olio bollente con un pizzico paprica dolce), non è mancato il tempo di ascoltare musica popolare assicurati dalla presenza di diversi gruppi folkloristici giunti dall’intera regione.

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Passeggiando nel tempo riportato alla memoria, i visitatori hanno trovato, nei diversi angoli della viuzza, anche abbigliamento appartenenti agli anni ’50 con, in bella mostra, preziosi capi arricchiti da nastrini e merletti.

Con pochi investimenti per la realizzazione, ecco valorizzare la storia che unisce le differenti generazioni e che, per una volta, si incontrano e si parlano, non con un messaggio vocale ma guardandosi negli occhi. Finalmente!

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