Tre sindaci, una sfida comune: così i piccoli centri calabresi provano a fermare lo spopolamento
Un ex manager tornato nella sua terra, un sindaco under 40 e una prima cittadina che punta sui progetti Ue: da Calopezzati, Petronà e Parenti storie diverse ma unite dalla volontà di resistere nei borghi che si svuotano
Un ex dirigente d’azienda che dopo decenni di carriera nel Nord Italia torna in Calabria per amore della terra, un sindaco di trentasette anni alla sua prima esperienza amministrativa a capo di una lista di giovani, una sindaca al suo terzo mandato, che da dodici anni porta la voce del suo comune fino ai tavoli europei. Ospiti dell’ultima puntata di «Buongiorno in Calabria», il format di LaC Tv condotto da Ugo Floro e Adelia Iacino, i primi cittadini di Calopezzati, Petronà e Parenti: tre storie diverse, tre modi diversi di amministrare i territori. A muoverli, la stessa determinazione nel voler generare un cambiamento concreto e duraturo per le proprie comunità.
Calopezzati, ulivi secolari e comunità energetica
Edoardo Antonello Giudiceandrea è tornato a Calopezzati dopo venticinque anni da dirigente in una multinazionale nel Nord Italia, mosso dall’amore per la sua terra: in Calabria ha fondato un’azienda agricola che produce olio, miele e agrumi biologici di altissima qualità. Figlio d’arte - sua madre, Rita Pisano, è stata la prima sindaca di Pedace, pioniera dell’impegno civile e dell’emancipazione femminile in Calabria - racconta di aver scelto la via politica su invito dei suoi amici del paese. Oggi è alla guida di un comune dell’alto Ionio cosentino che ha tre grandi asset: il mare, un borgo antico, e un patrimonio olivicolo secolare unico. «I cinesi sono bravi a copiare tutto», afferma ironicamente il sindaco, ricordando però che per fare un ulivo secolare ci vogliono almeno 400 anni: qualcosa che nessuna tecnica può riprodurre. La sua amministrazione ha investito nella creazione di una comunità energetica rinnovabile prossima all'operatività, nella direzione della sostenibilità ambientale: un progetto che consentirà anche una cospicua riduzione dei costi in bolletta per le famiglie. Le criticità non mancano: resta aperta la ferita della spiaggia, erosa e non ancora protetta, nonostante un accordo di programma del 2017. «Calopezzati ha tutte le potenzialità per raccogliere turismo - afferma Giudiceandrea -. Per farlo ha bisogno però anche di una spiaggia».
Petronà, la nuova era di un sindaco under 40
Dario Bolotta ha trentasette anni ed è alla sua prima esperienza da primo cittadino: è stato eletto sindaco a Petronà, nel catanzarese, vincendo con l’87% dei consensi a capo di una lista di giovani, la “Nuova Era Petronese”, nel maggio 2025. Un risultato che, dice, dà sì soddisfazione, ma anche responsabilità. «Il rinnovamento parte da quello che ognuno di noi sogna. Noi abbiamo sognato un paese nuovo, vitale, dove si punta ai giovani senza dimenticare gli anziani» afferma il sindaco. In meno di un anno la sua amministrazione ha già ottenuto diversi risultati: il riconoscimento ufficiale di Petronà come Città del Fungo e della Castagna e della frazione Arietta come Borgo dell'Olio, con la presentazione ufficiale che si terrà il prossimo 17 giugno.
La visione sul turismo è orientata verso il turismo lento, consapevole, in ogni stagione: «Non vogliamo puntare all'over tourism. Vogliamo che Petronà sia visitato tutto l’anno». Un obiettivo ambizioso ma realizzabile: il territorio lo consente.
Resta critica la viabilità: la strada provinciale SP 159, che collega Petronà a Mesoraca, è chiusa da quasi tre anni per problemi strutturali. Bolotta spiega che la cattiva gestione porta all'incuria, fino al punto in cui si rende necessario un intervento strutturale importante, nell'ordine di quasi un milione di euro. Nel frattempo, però, «non bisogna stare seduti sulla scrivania. Bisogna recarsi dove si prendono le decisioni». Tra gli atti concreti del primo anno, la stabilizzazione di un lavoratore precario da undici anni: oggi è ufficialmente un dipendente comunale. Quello che Bolotta definisce non solo un traguardo amministrativo, ma un atto di giustizia sociale.
Parenti, dodici anni di mandato e i tavoli europei
Donatella Deposito è sindaca di Parenti, piccolo comune di area interna ai piedi della Sila Piccola, dal 2014: oggi è al suo terzo mandato. «È uno dei lavori più belli che possano capitare», dice Deposito, pur riconoscendo che le responsabilità siano molte e a volte oscurino il bello. Parenti è un comune con oltre 136 partite IVA quasi tutte legate all'agricoltura, con la patata come prodotto principe - la rinomata sagra è alla sua 44esima edizione. Ma ci sono anche le castagne, i funghi, la pitta ‘mpigliata, dolce natalizio fortemente identitario che ogni famiglia produce in quantità, coinvolgendo i forni del paese. «Anche questo fa comunità», dice Deposito, «e regala momenti particolari che non sono il continuo tam tam, lo scappa scappa di oggi».
Parenti è anche uno dei quattordici comuni dell'area interna SNAI sperimentale del Ministero, e Deposito ne è diventata portavoce autorevole: è stata al Parlamento Europeo per illustrare il modello ai vertici delle istituzioni comunitarie, e Parenti è tra i trenta comuni italiani selezionati per il progetto Cap for City dell'ANCI. «Non dobbiamo considerare l'Europa un elemento lontano. Qualunque cosa ormai è Europa, anche all'interno di un piccolo comune come Parenti» dichiara Deposito. Sul tema dello spopolamento, problema strutturale e comune a tutti i centri dell’entroterra, è realista: servono fiscalità di vantaggio e più poteri ai comuni. «Rimanere a Parenti deve essere un vantaggio, anche dal punto di vista fiscale ed economico».