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01/07/2026 ore 11.12
Attualità

Turismo, la replica dei B&B calabresi: «Altro che “età della pietra”, siamo il motore dei borghi»

Leonardo Trento, Presidente dell’ARBBAC: «Definirci "invisibili" significa ignorare chi tiene concretamente accesa la luce del turismo in Calabria»

di Franco Sangiovanni

Il settore extra-alberghiero della Calabria respinge con forza l'immagine di un comparto arretrato, arroccato su "contanti e passaparola". A prendere posizione è direttamente Leonardo Trento, Presidente dell’ARBBAC (Associazione Regionale B&B e Affittacamere Calabria), in replica a un recente articolo della testata che definiva l'ospitalità calabrese come "invisibile" sul web.

Ospitalità invisibile: in Calabria b&b e case vacanza ignorano il web e perdono clienti stranieri

«Una narrazione distorta e ingenerosa che non rende giustizia agli enormi sforzi di modernizzazione e professionalizzazione compiuti negli ultimi anni», attacca Trento , rivendicando il ruolo cruciale che le microstrutture ricettive svolgono soprattutto nei borghi e nelle aree interne della regione, dove spesso rappresentano l'unica forma di accoglienza disponibile.
Il presidente dell'ARBBAC, riferendosi all’eccessiva burocrazia, solleva una questione cruciale che pesa sulle spalle dei piccoli gestori, per lo più a conduzione familiare. «Viviamo un paradosso normativo inaccettabile. Un B&B di un paesino sperduto della nostra regione, che offre un servizio straordinario tra mille sacrifici, per lo Stato è considerato, a livello di adempimenti, burocrazia e fiscalità, alla stregua di una struttura a Piazza Navona a Roma o in via Montenapoleone a Milano». Una "cecità istituzionale" a cui si affianca, secondo l'associazione, una debolezza strutturale nelle politiche regionali di promozione turistica, da anni concentrate esclusivamente su poche località di "cartello". «Esiste un’altra Calabria, identitaria e meravigliosa, che i viaggiatori vorrebbero scoprire. Se la Regione non promuove capillarmente tutto il territorio, non si può colpevolizzare il piccolo gestore per la mancanza di flussi internazionali».


Il comunicato chiarisce anche la posizione dei gestori rispetto ai giganti del web. L'assenza da alcune grandi piattaforme di prenotazione online (OTA) non sarebbe legata a un limite tecnologico, bensì a una precisa strategia di sopravvivenza economica. Le commissioni imposte dalle multinazionali arrivano infatti a toccare il 20%, una cifra insostenibile per le microstrutture. Scegliere il contatto diretto, i canali social e i siti proprietari serve a far rimanere il valore economico del turismo direttamente sul territorio calabrese. Trento respinge fermamente anche l'accusa secondo cui i B&B calabresi perderebbero la clientela straniera nei mesi invernali a causa di una scarsa presenza online. Il problema reale è l'isolamento strutturale della regione. «Il turista straniero non rinuncia alla Calabria perché non trova il B&B su internet – spiega il Presidente dell'ARBBAC – ma perché fuori dalla stagione estiva i voli internazionali sui nostri aeroporti vengono drasticamente tagliati e i collegamenti interni sono carenti o inesistenti». Inutile essere visibili sul web se poi mancano aerei, treni e autobus per raggiungere le destinazioni.
L'associazione ci tiene infine a marcare una netta linea di demarcazione tra chi lavora nel rispetto delle regole e chi opera nel sommerso. L'ARBBAC ribadisce il proprio impegno storico a favore della trasparenza, sostenendo l'adozione del CIR (Codice Identificativo Regionale) e del CIN (Codice Identificativo Nazionale). «Non si può fare di tutta l'erba un fascio – conclude Leonardo Trento – confondendo l'illegalità con migliaia di gestori regolari, digitalizzati e recensiti con punteggi d'eccellenza da turisti di tutto il mondo. L'extra-alberghiero in Calabria è vivo, connesso e rappresenta la prima linea dell'accoglienza regionale. I B&B vanno sostenuti e aiutati, non colpevolizzati».