“Una casa per tutti”, dalla Regione fino a 300 euro al mese per le famiglie più fragili. Straface: «Presupposto di dignità»
La misura voluta dal presidente Roberto Occhiuto stanzia 9 milioni per sostenere l’affitto e contrastare il disagio abitativo. L’assessore regionale al Welfare: «La casa non è solo un tetto, ma il punto di partenza per stabilità, autonomia e inclusione sociale»
“Nasce un progetto importante, su volontà del presidente Roberto Occhiuto per sostenere, su tutto il territorio regionale, le persone con fragilità economiche che vivono una condizione di disagio abitativo”: con queste parole l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, ha aperto, in Cittadella, il confronto istituzionale con i rappresentanti degli Ambiti territoriali sociali (Ats) per la condivisione dei contenuti operativi del progetto “Una casa per tutti”, misura strategica finalizzata a promuovere l’inclusione delle persone a rischio povertà e contrastare l’esclusione e la marginalizzazione sociale.
“La casa – ha rimarcato l’assessore Straface – non è soltanto un luogo fisico, ma rappresenta il presupposto fondamentale per la stabilità e il benessere personale, familiare e sociale; non soltanto punto di arrivo, ma soprattutto punto di partenza che significa: stabilità, autonomia, integrazione sociale. Per questo motivo – ha proseguito Straface – abbiamo previsto l’erogazione di un contributo economico finalizzato a garantire la continuità abitativa, condizione imprescindibile per la dignità della persona, la coesione e il benessere delle comunità. L’intervento si caratterizza, infatti, non solo come sostegno economico, ma come percorso di accompagnamento all’inclusione sociale”.
L’incontro in Cittadella, a cui hanno preso parte anche la dirigente generale del dipartimento Inclusione sociale e welfare, Iole Fantozzi, e la dirigente del settore Politiche per l’infanzia, la famiglia e la non autosufficienza, Maria Gabriella Rizzo, ha rappresentato un passaggio fondamentale per rafforzare la collaborazione istituzionale e costruire una rete territoriale capace di rispondere in modo efficace e tempestivo ai bisogni delle fasce più fragili della popolazione. Per assicurare un’attuazione efficace e capillare, la Regione ha individuato negli Ats i soggetti beneficiari e attuatori dell’intervento.
La misura può contare su una dotazione finanziaria complessiva di 9 milioni di euro a valere sulla Programmazione regionale Calabria 2021/2027 e prevede un contributo mensile fino a un massimo di 300 euro per i nuclei familiari che si trovano nell’impossibilità di sostenere il pagamento del canone di locazione. È inoltre prevista un’integrazione di 50 euro per i nuclei familiari in cui siano presenti persone con disabilità accertata ai sensi della legge 104/1990. L’importo sarà comunque commisurato al valore effettivo del canone mensile, per garantire equità e proporzionalità nell’erogazione del sostegno.
L’avviso sarà pubblicato da ciascun Ambito successivamente alla sottoscrizione dello specifico accordo di collaborazione con il dipartimento regionale Inclusione sociale e welfare. Solo al momento di questa pubblicazione, potranno essere presentate le domande di partecipazione. Gli Ats saranno responsabili dell’intera fase attuativa: dalla ricezione e valutazione delle domande alla verifica dei requisiti, fino all’erogazione dei contributi e alla rendicontazione delle risorse assegnate.
“Questa è una misura – ha tenuto a ribadire, in conclusione, l’assessore Straface - che nasce in maniera autonoma rispetto a quelle che sono le richieste del disagio abitativo e che va ad inserirsi in un progetto regionale di inclusione sociale attiva. Solo al momento della pubblicazione dell’avviso parte la possibilità di fare richiesta”. Non sono previsti, pertanto, rimborsi di eventuali mensilità precedenti già anticipate dal destinatario dell’intervento.
Destinatari del contributo sono i soggetti residenti o domiciliati in Calabria, titolari di un contratto di locazione ad uso abitativo regolarmente registrato (con esclusione delle categorie catastali A1, A8 e A9), non assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica, con Isee non superiore a 17.000 euro, in possesso di cittadinanza italiana o di un Paese dell’Unione europea, ovvero – per i cittadini extra UE – di regolare titolo di soggiorno, e che non siano titolari di diritti di proprietà o altri diritti reali su immobili ad uso abitativo nel territorio regionale. Possono accedere al contributo anche i percettori dell’assegno di inclusione che ricevono esclusivamente la quota A, mentre sono esclusi i beneficiari della quota B, già destinata al pagamento del canone di locazione.
I Comuni, attraverso i servizi sociali, attiveranno per i beneficiari misure di inclusione attiva – come i Progetti utili alla collettività – costruite in base alle esigenze dei territori. La partecipazione a tali percorsi sarà condizione necessaria per accedere e mantenere il contributo e si integrerà con eventuali prese in carico già attive.