Una regola rivoluzionaria: diventa vietato usare l’intelligenza artificiale per creare immagini
Non conta se la foto originale era online o se l’immagine è inventata da zero: se una persona è riconoscibile e non ha detto sì, quell’uso è illecito. Ecco i dettagli della nuova normativa spagnola
Una regola rivoluzionaria.
Diventa vietato usare l’intelligenza artificiale per creare immagini o voci che imitano persone reali senza il loro consenso. Non conta se la foto originale era online o se l’immagine è inventata da zero: se una persona è riconoscibile e non ha detto sì, quell’uso è illecito.
Non solo. L’età minima per dire sì è 16 anni.
Stop. Chiaro, conciso. Questo è quello che sta accadendo in Spagna.
“Ma scusa non era già così? Non c’è la normativa sulla privacy?”
Si, ma c’era un buco enorme che la Spagna ha voluto tappare e che forse in questo caso aveva un peso enorme. Infatti chi è che fa i deepfake principalmente? Le aziende o i privati? I privati in buona parte.
Ecco, il GDPR tutela i dati personali, però non si applica ai trattamenti effettuati da privati per fini personali, quindi un deepfake creato e pubblicato online da un singolo, senza scopo di lucro, restava fuori.
La Spagna interviene proprio lì. Dice che non conta se sei un’azienda o un privato. Se una persona è riconoscibile e non ha dato consenso, l’uso è vietato.
Ciò che mi piace di questa normativa (approvata per ora solo dal governo) è la nettezza dell’illecito, facile da leggere da chiunque anche e soprattutto per lw piattaforme a cui sarà chiesto di rimuovere eventuali contenuti.
Uno dei problemi attuali infatti è che spesso il perimetro dell’illecito non è semplice.
Per esempio, se fosse un problema di trattamento di dati personali dovremmo lavorare su concetti tecnici (chi è il titolare? Il dato è biometrico? Qual è la base giuridica?), mentre qui si lavora su fatti immediatamente percepibili. Stop.
Nel modello spagnolo la domanda diventa una sola: questa immagine è di una persona reale senza il suo consenso?
Questa direzione mi piace molto e la mancanza di chiarezza, a volte, spinge le aziende a ritenere la legge incerta e complicata.
E non facciamo il solito errore. Neanche qui il bersaglio è la tecnologia, ma l’uso della tecnologia contro persone reali.
Il focus in questa legge è identità, dignità e consenso. Non il foglio excel della compliance.
*Avvocato Cassazionista
Diritto di Internet, Al e Privacy