Undici anni di successo tra mostre a grandi autori: ecco il Museo del Fumetto di Cosenza, il cuore della nona arte in Italia
Dalla mostra su Dylan Dog a collaborazioni importanti: ormai è un punto di riferimento per appassionati e artisti. L’organizzatore artistico Luca Scornaienchi: «Venite a scoprirlo! È un luogo unico»
di Alessia Principe
Da undici anni il Museo del Fumetto è un piccolo diamante che brilla nel cuore del centro storico di Cosenza. Luca Scornaienchi - co-fondatore e responsabile artistico - ha creduto che la sfida di creare una realtà unica nel Mezzogiorno, potesse essere vincente. E ha avuto ragione lui.
Si tratta dell’unico museo del fumetto riconosciuto in Italia, un vero punto di riferimento per gli appassionati, i professionisti del settore e per chiunque voglia scoprire il linguaggio della "nona arte". A raccontare la sua storia a Cosenza Channel, è Luca Scornaienchi, responsabile artistico del museo.
«Creare il Museo del Fumetto è stata una sfida importante» racconta. «Abbiamo ottenuto il riconoscimento dal sistema museale nazionale, il che significa rispettare standard molto rigidi per essere ufficialmente considerati un museo. Ma la difficoltà più grande è stata iniziare, undici anni fa, senza aver alcun punto di riferimento in Italia».
Nonostante le incognite iniziali, il Museo del Fumetto di Cosenza ha saputo imporsi come un polo di eccellenza, attirando autori e visitatori da tutta Italia e dall’estero. «Nessuno si aspettava che in una cittadina della Calabria potesse esserci l’unico museo del fumetto d’Italia. È un triste primato, perché ci piacerebbe avere altri spazi simili nel paese, ma speriamo che col tempo ne nascano altri».
In oltre un decennio di attività, il museo ha ospitato grandissimi nomi del fumetto internazionale. «Abbiamo avuto artisti come Tanino Liberatore, Angelo Stano, Davide Toffolo, David Lloyd e perfino John Pomeroy, il creatore di Pocahontas. Senza dimenticare i nuovi talenti: Fumettibrutti è stata nostra ospite in tempi non sospetti, quando ancora non era il fenomeno che è oggi».
Ma c’è un evento che Scornaienchi ricorda con particolare emozione. «Uno dei momenti più forti è stato ospitare la redazione di Charlie Hebdo, un anno dopo l’attentato del 2015. Erano con noi Coco e Marika Brett, ancora scossi per la tragedia. È stato un incontro che ci ha fatto riflettere sul fumetto come strumento di denuncia sociale, capace di raccontare la realtà in modo diretto e senza filtri».
Uno degli episodi più significativi nella storia del museo è stato il numero speciale di Dylan Dog ambientato a Cosenza. «La collaborazione con Sergio Bonelli Editore è sempre stata forte. Dopo la mostra dedicata a Tex nel 2012, abbiamo avuto l’idea di portare l’indagatore dell’incubo nella nostra città» racconta Scornaienchi.
«Chi conosce Dylan Dog sa che non prende mai l’aereo, così lo abbiamo fatto arrivare a Cosenza in treno. Qui ha trovato leggende, storie di fantasmi e un pizzico di horror nel nostro centro storico». L’iniziativa è stata un successo incredibile: «La tiratura era limitata, ma il Pdf gratuito dell’albo ha totalizzato 150mila download in pochi giorni. È stata una grande operazione di marketing territoriale: grazie a Dylan Dog, migliaia di persone in tutta Italia hanno scoperto Cosenza».
Comics Food
Attualmente, il museo ospita una mostra molto particolare: “Comics Food”, dedicata al rapporto tra fumetto e cibo. «Ci siamo chiesti: cosa mangiano i personaggi dei fumetti? E così abbiamo raccolto tavole in cui vediamo eroi e protagonisti a tavola. Ma c’è di più: li abbiamo anche associati ai prodotti tipici calabresi, creando un viaggio tra fumetto e tradizione culinaria».
Oltre all’esposizione, ci saranno eventi speciali e ospiti illustri. «Sabato avremo con noi Bruno Cannucciari, disegnatore di Lupo Alberto, che realizzerà un’illustrazione speciale ambientata in Calabria. E poi Diavù, uno dei più grandi street artist italiani, che guiderà un laboratorio di guerrilla art legato al cibo e al fumetto».
Per chi ancora non ha visitato il Museo del Fumetto di Cosenza, Scornaienchi ha un messaggio chiaro: «Venite a scoprirlo! È un luogo unico, in cui il fumetto non è solo esposto, ma diventa uno strumento per raccontare storie, promuovere il territorio e connettere cultura e arte pop. E quale momento migliore se non adesso, con una mostra coinvolgente e ospiti straordinari?».