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14/08/2026 ore 15.31
Attualità

Vittoriana Abate, il volto autorevole della Rai che a Caccuri è di casa

Una lunga carriera accanto a Bruno Vespa, dalla cronaca nera alla politica, e un rapporto professionale con Cataldo Calabretta che dura da oltre quindici anni. A Caccuri la giornalista ha condotto anche la serata dedicata a Roberto Sergio e la riuscita serata Crime

di Redazione

Professionalità, rigore, garbo. Sono queste alcune delle parole che meglio descrivono Vittoriana Abate, giornalista, conduttrice, autrice e volto storico della Rai, protagonista anche quest’anno del Premio Letterario Caccuri.

Una carriera lunga e prestigiosa, costruita soprattutto nell’approfondimento televisivo e nella cronaca, con una presenza trentennale in Rai e un rapporto professionale particolarmente significativo con Bruno Vespa. Abate è stata per oltre vent’anni inviata di punta di Porta a Porta, seguendo non soltanto i grandi casi di cronaca nera e giudiziaria, ma anche la politica e i principali avvenimenti della vita istituzionale italiana.

È proprio questa lunga esperienza sul campo ad averne costruito l’autorevolezza. Abate ha seguito alcuni dei casi giudiziari più importanti della storia recente italiana, imparando a raccontare vicende complesse senza mai rinunciare all’equilibrio, alla verifica dei fatti e, soprattutto, al rispetto per le persone coinvolte.

Ma il suo tratto distintivo non è soltanto il rigore. È anche il garbo, la capacità di ascoltare e di porre domande incisive senza trasformare l’informazione in spettacolo. Una qualità che l’ha resa negli anni una delle giornaliste più apprezzate nel campo della cronaca e dell’approfondimento.

A Caccuri questo profilo è emerso in più occasioni. Quest’anno Abate ha condotto, insieme a Cataldo Calabretta, la serata Crime, uno degli appuntamenti di maggiore successo della XV edizione. Un confronto intenso sui temi della cronaca giudiziaria, dell’informazione e della giustizia, affrontato con la competenza di chi conosce profondamente la materia.

Tra Abate e Calabretta esiste inoltre una collaborazione professionale che prosegue da oltre quindici anni, consolidata nel tempo attraverso progetti editoriali, televisivi e occasioni di approfondimento. Un sodalizio professionale fondato sulla complementarità tra l’esperienza giornalistica e televisiva di Abate e la formazione giuridica e giornalistica di Calabretta.

Ma c’è un altro momento che racconta meglio di ogni altro il legame tra Vittoriana Abate e Caccuri. È stata infatti lei a condurre l’intervista pubblica a Roberto Sergio nella serata in cui il Comune ha conferito al direttore generale della Rai e di San Marino RTV la cittadinanza onoraria, insieme alle chiavi della città, mentre l’Accademia dei Caccuriani gli ha assegnato il Premio alla carriera.

Un appuntamento di forte valore istituzionale, nel quale Abate ha ripercorso con Sergio le tappe della sua lunga carriera, il rapporto con la Rai e con San Marino RTV, l’impegno culturale e il legame con la Calabria.

È anche attraverso serate come questa che si comprende quanto sia ormai profondo il rapporto tra la giornalista e il borgo crotonese. Vittoriana Abate viene a Caccuri da tanti anni e il suo rapporto con il Premio è diventato nel tempo qualcosa che va oltre la collaborazione professionale.

«Caccuri ormai è nel mio cuore. Tornare qui ogni anno è una delle esperienze più belle della mia vita professionale e umana. È un luogo speciale, dove la cultura riesce a creare relazioni vere e dove ci si sente parte di una grande famiglia», è il sentimento che Abate ha più volte espresso parlando del suo legame con il Premio.

Ed è proprio questa dimensione umana a rendere particolare la sua presenza. Una giornalista abituata ai grandi studi televisivi, alle dirette, ai casi giudiziari più complessi e ai palcoscenici nazionali che a Caccuri riesce a ritrovare una dimensione più autentica, fatta di rapporti personali, cultura e comunità.

La sua presenza rappresenta perfettamente lo spirito di un Premio che, sotto la guida dell’Accademia dei Caccuriani e grazie al lavoro del Comitato Direttivo composto da Adolfo Barone, Olimpio Talarico e Cataldo Calabretta, è riuscito a costruire negli anni un programma capace di mettere insieme letteratura, informazione, giustizia, politica e grandi protagonisti della cultura italiana.

A Caccuri, Vittoriana Abate non è quindi soltanto una professionista chiamata a condurre una serata. È diventata parte della storia del Premio.

E forse è proprio questa la sintesi più bella della sua presenza: una giornalista di grande esperienza nazionale che, in un piccolo borgo calabrese, ha trovato un luogo al quale tornare non soltanto per lavoro, ma per affetto. Perché il mestiere può portarti sui palcoscenici più importanti. Ma quando un luogo entra davvero nel cuore, tornarci non è più un incarico: è una scelta.