Ernesto Mastroianni, un giovane calabrese dimenticato e il suo atroce destino
Da Motta Santa Lucia al fronte balcanico, fino al Sacrario Militare di Bari: la ricerca restituisce memoria e dignità al giovane fante morto a soli 23 anni
Ernesto Mastroianni nacque il 9 gennaio 1920 nel piccolo Villaggio del Casale d'Aquino, a Motta Santa Lucia (Catanzaro), in Calabria. Figlio di Antonio e Pasqualina Villella, Ernesto era il primo di quattro fratelli. L'infanzia e l’adolescenza di Ernesto furono difficili, ma il fatto di vivere in campagna forniva un vantaggio: la possibilità di coltivare un orto, raccogliere legna, ghiande, castagne e allevare animali per contrastare fame e povertà. La sua istruzione si fermò alla terza elementare, probabilmente frequentata in una scuola allestita a casa dello zio. Nonostante la semplicità della sua vita, Ernesto era un giovane pieno di sogni per il futuro. Il 26 aprile 1941 sposò Francesca Perrone.
La Chiamata al Fronte e la Nascita del Figlio
Chiamato al servizio militare, il 18 gennaio 1942 Ernesto fu costretto a lasciare la sua famiglia e la sua terra per partecipare alla Seconda Guerra Mondiale. Indossò l'uniforme grigio-verde del 73° Reggimento Fanteria "Lombardia" e fu inviato al Deposito di Trieste. Appena un mese dopo la sua partenza, il 27 febbraio 1942, la giovane moglie Francesca dava alla luce il loro figlio, Francesco Antonio. Nel luglio del 1942, un breve congedo per convalescenza gli permise di riabbracciare i suoi cari e trascorrere venti giorni con il piccolo Francesco. Il 5 agosto rientrò nel medesimo corpo e il 15 ottobre fu riconosciuto come soldato scelto.
Un Amaro Destino sul Fronte Balcanico
Il 21 febbraio 1943, il 73° Reggimento di Fanteria fu destinato al fronte balcanico, la 7° compagnia venne inviata in Slovenia, nel presidio di un piccolo avamposto nei pressi di Vinica, nella Bela Krajina (Carniola Bianca), nella provincia di Lubiana che il fascismo aveva annessa all’Italia. Il suo destino crudele si compì il 17 luglio 1943. La tragedia non fu un atto di eroismo in battaglia, ma si consumò nella routine militare. Secondo il verbale di constatazione di morte dell’8 agosto 1943, firmato da un ufficiale medico e dal cappellano militare, il soldato scelto, mentre era stato inviato sul punto strategico (quota 190) per chiamare una vedetta che doveva dare il cambio di guardia ad un’altra, un fante identificato solo dalle iniziali "c.a.", mentre metteva la sicura al fucile, fece partire accidentalmente un colpo. Ernesto fu colpito al torace e cadde a terra morto.
L'Attesa
La guerra finì, ma Ernesto non tornò mai a Motta S. Lucia. La notizia della sua morte, frammentaria e vaga, arrivò a casa solo dopo mesi di silenzio. Il telegramma ufficiale giunse il 4 agosto 1944 a Motta Santa Lucia, confermando: «Ernesto Mastroianni, Caduto in combattimento – Fronte Orientale». I genitori di Ernesto, distrutti dal dolore, si presero cura del piccolo Francesco Antonio che diventò grande senza avere mai visto il proprio padre.
La Ricerca della Verità
A distanza di 83 anni, la pronipote, Rosa Maria Mastroianni, figlia di Ernesto Mastroianni (primo figlio del fratello Carmelo) che porta il suo nome per onorarne la memoria, mossa dalla passione storica e da una grande tenacia, ha intrapreso una complessa indagine per ricostruire il percorso del soldato morto all’età di 23 anni per servire la patria, l'esatto luogo e le circostanze della sua caduta, superando la complessità burocratica.
Per ricostruire gli eventi, dall'arruolamento alla sepoltura finale, è stato necessario incrociare dati e documenti da diverse istituzioni:
Il Comune di Motta S. Lucia per avere le prime notizie; il Distretto Militare di Catanzaro per risalire alla sua chiamata al servizio, al collocamento nel 73° Reggimento Fanteria e alla sua matricola (15839); il Ministero della Difesa – Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della difesa, l'ente centrale per i registri di guerra, per la consultazione dei verbali ufficiali; gli Uffici Comunali e Cimiteriali di Vinica (Slovenia), fondamentali per localizzare il luogo effettivo della caduta e la sua prima sepoltura provvisoria.
L'Epilogo
Le ricerche hanno altresì permesso di rintracciare i resti mortali di Ernesto Mastroianni: le sue spoglie furono traslate dal Cimitero militare italiano della Slovenia e riposano ora nel Sacrario Militare "Oltremare" di Bari, nella sezione dedicata alla Jugoslavia. Questo luogo di memoria custodisce le spoglie di oltre 70.000 caduti italiani provenienti da ogni parte del mondo. La lunga e straziante attesa della famiglia Mastroianni si è conclusa con una verità storica che ha dato loro pace. La storia di Ernesto Mastroianni, soldato morto con onore, affidata alla memoria, vive nel cuore dei suoi cari e nella storia del nostro Paese.
* di Rosa Maria Mastroianni, storica – docente