A Crotone il lavoro è nero (e insicuro): 40% di dipendenti senza contratto e maxi multa da 180mila euro
Il bilancio della campagna di verifiche avviata dai carabinieri dall’inizio dell’anno per contrastare il sommerso: 57 accessi su 68 conclusi con l’individuazione di irregolarità. Sospensione dell’attività per sei imprenditori. Tutti i numeri
Quasi un lavoratore su due in nero e una raffica di irregolarità con sanzioni per 165mila euro. È il bilancio della campagna di controlli condotta dall'inizio dell'anno dal Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro (Nil) di Crotone, con il supporto dei reparti dell'Arma territoriale, e mirata al contrasto del lavoro sommerso e alla verifica della sicurezza sui luoghi di lavoro nella provincia. Su 68 accessi ispettivi effettuati nei settori della ristorazione, dei servizi di alloggio, dell'edilizia, dell'agricoltura e del commercio 57 si sono conclusi con esito irregolare. Il dato più critico riguarda l'impiego di manodopera: su 120 posizioni lavorative passate al setaccio dai militari, 48 sono risultate totalmente “in nero”.
Per sei imprenditori è scattata la sospensione dell'attività imprenditoriale e l'irrogazione della maxi sanzione pari a 3.900 euro per ciascun dipendente e della sanzione amministrativa di 52.323,50 euro. Oltre al lavoro sommerso, le verifiche hanno portato alla luce inadempienze sul fronte della sicurezza: l'omessa sorveglianza sanitaria (mancate visite mediche di idoneità), la mancata revisione degli estintori, l'assenza di adeguata formazione per i dipendenti, carenze nella segnaletica e l'installazione di impianti di videosorveglianza senza le prescritte autorizzazioni, tutte aventi carattere penale. Complessivamente ammonta a 179.942 euro l'importo delle sanzioni e delle ammende applicate.