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17/10/2026 ore 08.42
Cronaca

A San Lucido secondo giorno di protesta: «Non vogliamo briciole, vogliamo il pane in tavola»

Dal presidio un appello a sindaci, rappresentanti regionali e parlamentari contro il caro vita e l’aumento dei costi. «Servono risposte concrete, altrimenti porteremo la protesta fino a Roma»

di Redazione Cronaca

«Non vogliamo briciole, vogliamo il pane in tavola». È questo il messaggio lanciato dai manifestanti del presidio di San Lucido, che chiedono alle istituzioni di scendere in campo al fianco di lavoratori, agricoltori, autotrasportatori, pescatori e famiglie, messi a dura prova dal caro vita, dall’aumento dei costi e dalle difficoltà economiche quotidiane.

La protesta, spiegano i manifestanti, nasce da una situazione diventata ormai insostenibile. «La disperazione ha superato il limite», affermano, sottolineando come non si tratti di una battaglia circoscritta a una singola categoria, ma di una questione che coinvolge l’intero territorio e il futuro delle comunità locali.

Da qui l’appello ai sindaci del comprensorio, chiamati a sostenere concretamente la mobilitazione e a condividere le difficoltà di chi oggi lotta per il proprio lavoro e per la propria famiglia. «Questa non è una protesta da osservare a distanza – è il senso del messaggio lanciato dal presidio – ma una battaglia che riguarda tutti. È il momento di scendere in strada, ascoltare le persone e stare al loro fianco».

I manifestanti si rivolgono anche ai senatori, ai rappresentanti istituzionali e agli assessori regionali, chiamando in causa il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. La richiesta è quella di portare le istanze del territorio nelle sedi istituzionali e di far arrivare al Governo e alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il disagio e la rabbia che hanno spinto cittadini e lavoratori a mobilitarsi.

«Non bastano dichiarazioni di solidarietà: servono iniziative concrete, risposte immediate e interventi capaci di incidere davvero sulla vita delle persone», ribadiscono i manifestanti, che escludono di voler chiedere privilegi o forme di assistenza temporanea. Al centro della protesta ci sono, invece, il diritto a condizioni dignitose per lavorare e produrre, la possibilità di sostenere le spese quotidiane e la necessità di garantire un futuro alle proprie famiglie.

La mobilitazione potrebbe inoltre spostarsi dalla Calabria alla Capitale. «Se non arriveranno presto risposte concrete, porteremo la nostra protesta fino a Roma», annunciano i manifestanti, precisando di non essere disposti ad accontentarsi di promesse o misure simboliche.

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L’appello finale è rivolto all’intero comprensorio, affinché la protesta diventi una voce condivisa e capace di rappresentare le difficoltà di una parte più ampia della popolazione. «Restiamo uniti – è il messaggio che arriva da San Lucido – perché quando sono in gioco il lavoro, la dignità e il futuro delle nostre famiglie, nessuno può permettersi di voltarsi dall’altra parte. La nostra voce non può più essere ignorata. La nostra dignità non è negoziabile. Non vogliamo briciole, vogliamo il pane in tavola».