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25/02/2026 ore 12.15
Cronaca

A tre anni dalla strage di Cutro la Calabria non dimentica, il sindaco Voce: «L’umanità non ha colori politici»

Il ricordo commosso del primo cittadino di Crotone durante una delle iniziative previste in questi giorni: «Ogni persona recuperata ha nome, così abbiamo restituito dignità alle vite spezzate»

di Cristina Iannuzzi

«Famiglie che avevano venduto tutto nella speranza di costruire una vita migliore, nuclei composti da decine di persone, e il dolore di chi non fece mai più ritorno»: così il sindaco di Crotone Vincenzo Voce ha ricordato le drammatiche storie dietro il naufragio di Steccato di Cutro, a tre anni dall’immane tragedia che causò la morte di almeno 94 migranti, tra cui molti bambini. Le dichiarazioni a margine di una delle iniziative promosse per ricordare la strage previste fino al 28 febbraio. Questa mattina al campo di Tufolo, la partita di calcio “Friendly match”.

Nel suo intervento, il sindaco ha ricordato il momento vissuto in prima persona, quando il palazzetto dello sport di Crotone fu allestito con le bare delle vittime, un’immagine destinata a restare nella memoria collettiva. Il sindaco ha sottolineato come, in quelle ore drammatiche, «la città abbia messo da parte ogni logica politica per offrire accoglienza, supporto e umanità alle famiglie colpite».

Per Voce «l’umanità non ha colori politici»: è stato questo il messaggio centrale del suo discorso, rivolto in particolare ai giovani affinché comprendano la portata della tragedia non solo come momento di cronaca, ma come testimonianza di solidarietà e responsabilità umana.

Un passaggio significativo del suo intervento è stato dedicato alla ricerca dell’identità delle vittime: «Grazie al lavoro congiunto di forze dell’ordine, volontari e associazioni, ogni persona recuperata ha potuto avere un nome, restituendo così dignità alle vite spezzate».

In particolare, Voce ha ricordato il piccolo identificato come KR16M0, ora noto come Mohamed Husseini, a cui è stata dedicata una tomba rispettando le regole della sua cultura religiosa.

Il sindaco ha anche accennato al fatto di essere “a processo”, alludendo alle discussioni e alle polemiche sulle responsabilità istituzionali legate alla tragedia. Proprio in questi giorni si sta infatti svolgendo a Crotone il processo ai sei imputati – tra Guardia di finanza e Capitaneria di porto – per i presunti ritardi nei soccorsi.

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