Affidato a una struttura per difficoltà familiari, il piccolo Gabriele affetto da autismo torna a casa
Il tribunale di Reggio Calabria dispone il ricongiungimento tra il bambino di 10 anni e la madre. Decisivo il supporto dell’allora garante regionale della Salute Anna Maria Stanganelli, che ha contribuito alla stabilizzazione abitativa della donna
Termina con un lieto fine la storia del piccolo Gabriele, il bambino di 10 anni, affetto da disturbo dello spettro autistico, che dopo oltre due anni trascorsi in una struttura socio-assistenziale potrà finalmente tornare a vivere con la madre. Il tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, riunito in camera di consiglio con giudice relatore Paolo Ramondino, ha infatti autorizzato il rientro stabile del minore nell'abitazione materna, ritenendo superate le criticità che avevano determinato il precedente allontanamento.
La vicenda aveva avuto inizio nel novembre 2023, quando il tribunale aveva disposto l'inserimento del bambino in una struttura adeguata «per via di alcune criticità legate alla precarietà economica ed abitativa della madre e alla gestione dell’articolato percorso di cura a cui il piccolo deve far fronte». Contestualmente erano stati affidati ai servizi sociali i programmi di sostegno alla genitorialità, il supporto psicologico alla madre e il compito di favorire il mantenimento del rapporto con il figlio, autorizzandola a incontrarlo ogni volta che lo desiderasse.
L'inserimento nella prima struttura socio-assistenziale, avvenuto nel gennaio 2024, si era però rivelato inadeguato. Come ricorda la nota, anche grazie all'intervento dell'allora garante regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli, quella realtà «si era rivelata non idonea nel preservare il rapporto madre-figlio», circostanza che aveva portato, già nel febbraio 2024, al trasferimento del bambino presso il Gruppo appartamento "Kalos Irtate" di Reggio Calabria.
Da quel momento il percorso di Gabriele ha conosciuto una svolta positiva. Il bambino ha potuto crescere «a stretto contatto con la madre e circondato dall'affetto del contesto comunitario», raggiungendo progressivamente «una condizione di benessere psico-fisico», frequentando regolarmente la scuola, le attività extrascolastiche e seguendo il proprio percorso riabilitativo presso una struttura specializzata del territorio.
Parallelamente anche la madre, Rosanna, ha avviato un importante percorso di cambiamento. Trasferitasi a Reggio Calabria per seguire più da vicino il figlio, ha cercato a lungo un'abitazione in affitto che le consentisse di vivere accanto al bambino e accompagnarlo nel percorso educativo e terapeutico.
La ricerca, tuttavia, si è scontrata con numerosi ostacoli. La nota sottolinea come abbiano suscitato indignazione «la reticenza di alcuni privati cittadini che avevano negato a mamma Rosanna la possibilità di poter affittare un alloggio adeguato per la mancanza di un lavoro stabile e, soprattutto, per la condizione di disabilità del minore».
Determinante è stato quindi l'intervento di Sanità Attiva Aps, rappresentata da Anna Maria Stanganelli, che ha individuato, grazie alla collaborazione di un'agenzia immobiliare reggina, un bilocale arredato a canone agevolato nella frazione di Croce Valanidi, destinato a persone fragili.
Rosanna è entrata nell'appartamento alla fine di maggio e, da quel momento, Gabriele ha iniziato a trascorrere periodi sempre più lunghi nella nuova casa, sotto la costante supervisione degli operatori della comunità Kalos Irtate, verificando così la sostenibilità del nuovo progetto familiare.
Alla luce dei risultati raggiunti, il tribunale per i minorenni di Reggio Calabria ha ritenuto che la madre abbia ormai «raggiunto una sistemazione abitativa che le consente di gestire le esigenze educative, scolastiche e sanitarie del minore», disponendo quindi il rientro definitivo del bambino presso l'abitazione materna.
Il provvedimento prevede comunque un percorso di accompagnamento: per i prossimi due anni è stato disposto il coaffido al Servizio sociale competente, con compiti di assistenza, vigilanza, sostegno psicologico e neuropsichiatrico, mantenendo inoltre la collaborazione con Kalos Irtate e confermando Maria Calogero quale curatore speciale del minore.
Per sostenere concretamente questa nuova fase della vita di madre e figlio, Sanità Attiva Aps ha infine promosso una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe destinata a coprire le prime diciotto mensilità di affitto e a garantire un contributo economico per le spese quotidiane della famiglia. L'auspicio dell'associazione è che l'iniziativa riesca «ad attivare quella necessaria macchina della solidarietà, come solo i calabresi sanno fare».