Sezioni
Edizioni locali
27/06/2026 ore 12.11
Cronaca

Agguato all’imprenditore Inzitari, assolto Michelangelo Tripodi: 15 anni a Candiloro

Il Tribunale collegiale di Castrovillari assolve il 48enne di Vibo Valentia, per il quale la Procura aveva chiesto 18 anni, e condanna Francesco Candiloro per l'agguato armato del 2017 davanti al centro commerciale di Corigliano-Rossano

di Redazione
La sede del tribunale di Castrovillari

Il Tribunale collegiale di Castrovillari ha assolto Michelangelo Tripodi, 48 anni, di Vibo Valentia, dall'accusa di essere uno degli esecutori del tentato omicidio ai danni di Pasquale Inzitari, imprenditore ed ex politico (già vicesindaco di Rizziconi, ex consigliere provinciale di Reggio Calabria e gia' candidato al Senato non eletto nel 2006 con l'Udc).

La Procura aveva chiesto per il vibonese Michelangelo Tripodi 18 anni di reclusione. Condannato invece a 15 anni Francesco Candiloro, di 47 anni, di Polistena ma residente nel Bresciano. Il tentato omicidio, particolarmente efferato, si verificò la sera del 25 luglio 2017 quando dinanzi al Centro commerciale di Rossano-Corigliano (gestito dalla famiglia Inzitari) due individui inseguirono l'imprenditore esplodendo contro la vittima diversi colpi d'arma da fuoco. Il piano di morte non ando' a buon fine solo per la pronta reazione della vittima che si dileguo' a bordo dell'autovettura con un rocambolesco inseguimento nel parcheggio del Centro commerciale. Alla base dell'agguato, secondo l'accusa, la testimonianza di Inzitari contro il clan Crea di Rizziconi, una delle cosche storiche della Piana di Gioia Tauro. Pasquale Inzitari era stato già vittima di un gravissimo episodio: l'omicidio del figlio Francesco (di soli 18 anni) a Taurianova il 5 dicembre 2009. Anche il cognato di Inzitari - Antonino Princi - commerciante con interesse, all'epoca, nel Catanzaro Calcio,  è rimasto vittima di un agguato mafioso a Gioia Tauro nel 2008 saltando in aria con una bomba collocata sotto l'auto. Per Michelangelo Tripodi si tratta della seconda assoluzione, avendo incassato il proscioglimento a Brescia anche dall'accusa di detenzione di armi con l'aggravante di aver agevolato la cosca mafiosa dei Crea. Michelangelo Tripodi resta, invece, detenuto in quanto condannato all'ergastolo in primo e secondo grado per l'omicidio avvenuto a Pesaro il 25 dicembre 2018 di Marcello Bruzzese, fratello del pentito Girolamo Bruzzese.