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04/07/2026 ore 12.21
Cronaca

Agguato di sangue a Crotone, i dettagli dell’inchiesta: il tentato omicidio per impossessarsi della cocaina - NOMI

Nove gli indagati tra i quali anche quattro ragazzi accusati di aver creato un alibi per il presunto autore della sparatoria. Sullo sfondo una rete di spaccio nella città pitagorica. Pronta la memoria difensiva per il principale indagato

di Alessia Truzzolillo

Dalla conclusione indagini che questa mattina la Polizia di Crotone ha notificato a nove indagati emergono nuovi dettagli sull’agguato che, la sera dell’8 novembre 2025, ha rischiato di trasformarsi in una tragedia nel cuore della città. Con la chiusura delle indagini preliminari, la Procura della Repubblica di Crotone, guidata da Domenico Guarascio, ha delineato con precisione la dinamica di un tentato omicidio che appare pianificato nei minimi particolari, frutto di un disegno criminale volto a regolare i conti nel mondo della droga.

Crotone, nove indagati per tentato omicidio, droga e armi. Scoperta rete di spaccio

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Matteo Staccini, l’azione delittuosa ha visto come protagonisti due giovani crotonesi: Raffaele Antonio Avallini, di 21 anni, e Pasquale Pio Cosco, di 23 anni. Ad Avallini viene contestato il ruolo di esecutore materiale, colui che fisicamente ha impugnato una pistola calibro 7.65 per fare fuoco, mentre Cosco è ritenuto il concorrente morale dell’azione.
Avallini e Cosco si trovano in carcere da novembre. Inizialmente era tratto in arresto Avallini con l’accusa di essere l’esecutore materiale della sparatoria. Quindici giorni dopo è stato tratto in arresto Cosco con l’accusa di essere lui l’esecutore materiale e Avallini un concorrente morale. Con la chiusura indagini i ruoli si ribaltano.

Oggi gli indagati dalla Procura sono nove:
Raffaele Antonio Avallini, 22 anni, di Crotone;
Pasquale Pio Cosco, 24 anni, di Crotone;
Alessandro Comità, 23 anni, di Crotone;
Rosanna Ierardi, 20 anni, di Crotone;
Luana Macrì, 19 anni, nata a Casalmaggiore (Cremona) e residente a Crotone;
Miriana Macrì, 26 anni, nata a Casalmaggiore (Cremona) e residente a Crotone;
Bruno Tiano, 40 anni, di Crotone;
Maria Schicchitano, 31 anni, nata a Cernusco sul Naviglio (Milano) e residente a Crotone;
Rocco Garofalo, 54 anni, di Crotone, alias "Pane di Grano”.

La dinamica

La dinamica dell’evento, descritta negli atti della Procura, rivela una particolare efferatezza: sono stati esplosi quattro colpi d’arma da fuoco a distanza ravvicinata contro la vittima. I proiettili hanno raggiunto l’uomo alla regione sacrale e agli arti inferiori, provocando ferite che avrebbero potuto essere letali. Se il peggio è stato evitato, è stato esclusivamente merito del tempestivo intervento dei soccorsi medici, che hanno impedito il decesso dell'uomo. 

A rendere ancora più grave la posizione di Avallini e Cosco sono le aggravanti contestate: non solo la premeditazione, ma anche l’aver agito approfittando delle circostanze di tempo, ovvero il favore delle tenebre, che hanno ostacolato la difesa della vittima. Il movente del delitto sarebbe da rintracciare in una violenta rapina: l’obiettivo degli indagati era infatti quello di sottrarre con la forza un quantitativo di cocaina alla vittima per ottenerne un profitto illecito.

L’accusa di favoreggiamento

L’inchiesta, inoltre, contempla un tentativo di depistaggio. Quattro persone – Alessandro Comità, Rosanna Ierardi e le sorelle Luana e Miriana Macrì – sono finite sotto indagine per favoreggiamento personale. I quattro avrebbero fornito dichiarazioni false alla Polizia di Stato nel tentativo di costruire un alibi per Pasquale Pio Cosco, sostenendo falsamente, sostiene l’accusa, che il giovane si trovasse in loro compagnia a Catanzaro, in un locale, dalle 23:00 della sera dell’agguato fino alle 5:00 del mattino successivo. Le indagini hanno invece dimostrato che Cosco, almeno fino all’1:30 di quella notte, non si trovava affatto con loro.

La rete di spaccio

Oltre al gravissimo episodio di sangue, l’avviso di conclusione delle indagini tocca anche una rete di spaccio di sostanze stupefacenti. L’inchiesta coinvolge infatti altri soggetti, tra cui Bruno Tiano, Maria Schicchitano e Rocco Garofalo, accusati a vario titolo di detenzione e cessione di cocaina, hashish e marijuana in diversi episodi avvenuti tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.

Con la notifica del provvedimento, gli indagati e i loro legali hanno ora venti giorni per esaminare gli atti e presentare eventuali memorie difensive prima che la Procura formuli le richieste di rinvio a giudizio. Il difensore di Cosco, l’avvocato Romualdo Truncè, ha anticipato che presenterà una corposa memoria con indagini difensive.
Tra gli altri, nel collegio difensivo, troviamo gli avvocati Mario Lucente e Roberto Coscia (per Avallini), Romualdo Truncè (anche per altre posizioni), Massimiliano Bianchi, Gianluca Marino.