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24/10/2026 ore 16.25
Cronaca

Agguato mafioso a Cassano, monsignor Savino: «La condanna deve essere netta, non lasciamo spazio alla paura»

Il vescovo di Cassano e vicepresidente della Cei dopo la morte di Silvana Sibarelli e il ferimento di Damiano Pepe: «Assumetevi le responsabilità del male compiuto». Lunedì incontro pubblico

di Redazione

«L'uccisione di Silvana Sibarelli e il grave ferimento di Damiano Pepe, a Lattughelle, feriscono tutta la nostra comunità. Di fronte alla cinica barbarie delle armi, la condanna deve essere netta. A chi ha commesso questa violenza dico: convertitevi! Deponete le armi, assumetevi la responsabilità del male compiuto». E' quanto afferma in una nota monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all'Ionio e vicepresidente della Cei.

«Nessuno può arrogarsi - aggiunge - il potere di decidere della vita degli altri. Non possiamo permettere che la paura diventi rassegnazione, che il silenzio lasci campo libero a chi pretende di imporsi con la forza e che si pensi che si tratta solo di regolamenti consumati ‹fra di loro›».

«Questa terra - prosegue - appartiene a chi la abita, la cura e vi cresce i propri figli. Esprimo piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell'ordine, impegnate ogni giorno, con dedizione, nel nostro territorio. Al loro lavoro deve accompagnarsi il contributo di ciascuno: denunciare, collaborare, respingere ogni connivenza e non lasciare solo chi trova il coraggio di parlare. Di concerto con il sindaco Gianpaolo Iacobini, abbiamo deciso di incontrarci lunedì 26 ottobre, alle ore 16, al Teatro comunale, per un momento forte di denuncia della violenza e di assunzione pubblica di responsabilità. Esserci significherà affermare che nessuno può tenere in ostaggio il nostro futuro».

«Da questo incontro - conclude Savino - deve nascere un impegno che continui anche quando si spegneranno i riflettori: tradurre l'indignazione in scelte quotidiane, educare al rispetto della vita, rendere concreta e riconoscibile la presenza delle istituzioni accanto ai cittadini».