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15/10/2026 ore 09.50
Cronaca

Agricoltori in protesta in Calabria, i sindaci alzano la voce: «Dove sono i sindacati che dovrebbero aiutarli?»

La mobilitazione va avanti da venerdì e rallenta la raccolta delle olive a ridosso della campagna olivicola. I primi cittadini Mauro Bonifacio (Francavilla) e Giuseppe Ramundo (Cerchiara) chiedono un confronto con Regione e Governo, che finora non hanno dato risposte

di Franco Sangiovanni

Va avanti il presidio degli agricoltori a Francavilla Marittima, uno dei tanti nati in questi giorni nei territori calabresi contro l’aumento dei costi. Al loro fianco ci sono anche i sindaci dell’Alto Ionio cosentino. Mauro Bonifacio, primo cittadino di Francavilla, racconta di passare dal presidio più volte al giorno: «Noi personalmente siamo H24 insieme agli agricoltori. Mi vedono qui circa ogni mezz’oretta, perché siamo molto vicini agli agricoltori di Francavilla». Il primo cittadino ringrazia chi in questi giorni sta lasciando il lavoro per tenere in piedi la protesta «e per dare voce a tutti, anche ai cittadini che purtroppo non sono qui presenti con loro». Per il sindaco la questione riguarda tutti, non solo chi lavora la terra: «Sono molto rammaricato, perché non è rivolta solo agli agricoltori ma all’intera cittadinanza di Francavilla e a quella italiana». 

Il sindaco torna poi sulle assenze, un tema che aveva già sollevato nei giorni scorsi. Commercianti e altre categorie della filiera agroalimentare al presidio si vedono poco, e mancano soprattutto i sindacati: «Questo un po’ mi delude, che non ci sia la partecipazione dei sindacati ai presidi che sono nei vari territori calabresi».

Giuseppe Ramundo, sindaco di Cerchiara di Calabria, definisce la protesta «più che legittima». Tra Cerchiara e Francavilla gli agricoltori sono in strada da venerdì e Ramundo dice di sostenerli perché «gli viene chiesto l’ennesimo sforzo che sinceramente non possono fare. Il caro vita, il caro energia e per ultimo il caro carburante rischiano di mettere a repentaglio il comparto agricolo, uno dei più importanti del territorio». A pesare è anche il calendario. La campagna olivicola sta per cominciare e il clima ha già inciso sulla qualità del raccolto. «La mobilitazione, per quanto legittima, sta rallentando la preraccolta — ha spiegato Ramundo — ma anche la trasformazione, la vendita, il trasporto e la commercializzazione delle olive, che qui sono una delle colture principali». Ramundo chiede l’intervento della Regione e del Governo, ma per ora non è arrivato nulla: «Al momento non abbiamo avuto risposte concrete, non è stato avviato un dialogo istituzionale». Il sindaco di Cerchiara spera che nei prossimi giorni si apra un tavolo a cui siedano anche gli agricoltori, perché «non possiamo pensare che si possano affrontare i problemi nel chiuso delle stanze o dalla scrivania. Serve un confronto con chi vive questi disagi ogni giorno».

Sulle richieste del presidio Ramundo è netto: «Gli agricoltori non chiedono misure assistenziali. Chiedono dignità e di poter fare il loro lavoro con tranquillità».