Sistema mafioso lombardo: «Gli affiliati avevano creato un clima di omertà tramite violenza e minacce»
Lo scrivono i giudici del Tribunale di Milano dopo la sentenza che ha portato a 62 condanne in abbreviato e mandato a processo 45 persone nel maxi procedimento con al centro l’ipotesi di un’alleanza tra organizzazioni criminali
Tribunale Milano, 'affiliati delle 3 mafie hanno creato un clima di omertà'
Vertici giudiziari spiegano la sentenza Hydra, 'unione per fare business'
Il gup ha riconosciuto «l'operatività sul territorio lombardo di un'associazione costituita da singoli soggetti, alcuni dei quali già in passato ricondotti giudiziariamente alle cosiddetta mafie storiche (cosa nostra, camorra, 'ndrangheta) e altri comunque collegati a tali soggetti, che ha esercitato la propria capacità intimidatoria determinando condizioni di assoggettamento e di omertà sulla collettività mediante il ricorso alla violenza e alla minaccia». E gestendo «l'attività di cessione delle sostanze stupefacenti (cocaina, hashish, marijuana) ed inserendosi nella realtà economica locale con proprie società le cui attività erano finalizzate principalmente all'attività di riciclaggio di denaro proveniente da precedenti illeciti».
Lo scrivono il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia e la presidente della sezione Gip-Gup Ezia Maccora in una «informazione provvisoria» esplicativa della sentenza di ieri sera del giudice Emanuele Mancini che ha condannato con rito abbreviato 62 imputati a pene fino a 16 anni di reclusione e ha mandato a processo 45 persone nel maxi procedimento, a carico di oltre 140, con al centro l'ipotesi, confermata dal verdetto, della Procura diretta da Marcello Viola, coi pm della Dda Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, di un'alleanza tra esponenti delle tre mafie in Lombardia, il cosiddetto «sistema mafioso lombardo».
La motivazione della sentenza, arrivata a seguito dell'inchiesta "Hydra" dei carabinieri del Nucleo investigativo, si legge nella nota, «sarà depositata tra 90 giorni, stante la complessità del procedimento».
Alleanza tra mafie in Lombardia: in abbreviato 62 condanne, 16 anni a uno dei capi della ’ndrangheta – NOMIIn una lunga nota Roia e Maccora spiegano che ieri si è chiuso «l'imponente» procedimento, per «quantità e tipologia degli imputati e delle imputazioni», con udienze, 40 in tutto, iniziate il 20 maggio nell'aula bunker di Opera. E con dieci parti civili, tra cui Regione Lombardia, Città metropolitana di Milano, i Comuni di Milano, Varese e Legnano, la Rai, le associazioni Libera e WikiMafia, oltre a "privati cittadini". Gli imputati erano 146 per oltre 90 imputazioni: 56 persone hanno scelto l'udienza preliminare, 80 il processo abbreviato e 9 i patteggiamenti.
In 45 sono stati rinviati a giudizio davanti all'ottava penale (inizio del processo il 19 marzo), mentre 11 sono stati prosciolti. In abbreviato 62 le condanne, mentre vi è stata «sentenza di assoluzione piena per 18 imputati», di cui per due dall'associazione mafiosa «per non aver commesso il fatto», e «parziale» per 8. Per un imputato detenuto «in Colombia non si è ancora potuto celebrare il processo in attesa della sua estradizione». Un altro è risultato «irreperibile».
Si tratta, si legge, «di una vicenda giudiziaria su cui» si erano «espressi, in sede cautelare, altri giudici del Tribunale di Milano (Gip e Tribunale del Riesame) e la Cassazione dai cui provvedimenti era già emersa la complessità del processo sia in termini di valutazione dell'enorme materiale investigativo sia di qualificazione giuridica del contesto associativo mafioso contestato, che giunge ora a un primo accertamento in primo grado».
La sentenza ha riconosciuto «sulla base dell'imponente materiale probatorio acquisito», tra cui pure le «dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia», la «sussistenza dell'associazione criminale di tipo mafioso», oltre agli «ulteriori reati-fine, tra cui delitti di associazioni per il traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi, estorsioni e rapine» e «reati economici, tutti commessi sul territorio lombardo e, in particolare, delle Province di Milano e Varese».