Allevatore ucciso nel 2019 nel Cosentino: fu una vendetta mafiosa, due persone fermate dopo sette anni – NOMI
Francesco Giuseppe Madera fu assassinato a Campana: secondo gli investigatori uno degli indagati sarebbe il mandante e l’altro l’esecutore materiale. La vittima aveva ucciso il fratello di uno dei mandanti. La ricostruzione della Dda di Catanzaro
Due persone sono state fermate nei territori di Campana, nel Cosentino, e Prato, nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Francesco Giuseppe Madera, l'allevatore ucciso il 19 novembre 2019 a Campana. I due sono indiziati, a vario titolo, del delitto di omicidio aggravato dalla premeditazione, dall'impiego di un mezzo insidioso, dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare l'attività di un'associazione di tipo mafioso. Il decreto di fermo è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo, ed è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cosenza, con il supporto dei militari del Comando provinciale di Prato.
Come presunto mandante la Dda di Catanzaro individua Nicola Abbruzzese, alias “Semiasse”, già reggente del clan degli zingari di Cassano all’Ionio, e come presunto esecutore materiale il collaboratore di giustizia Gianluca Maestri, già “reggente” del clan degli zingari di Cosenza.
I fermati sono invece Carmine Dennis Rocca, altro presunto killer, e Renato Salvatore Rossano, presunto mandante, fratello di Bernardo Rossano ucciso da Madera nel 2009.
L'ombra della vendetta dietro l'omicidio Madera a CampanaMadera fu trovato privo di vita in località Vaccarizzo, nel territorio di Campana, all'interno del proprio fondo agricolo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'uomo sarebbe stato prima colpito all'addome con un colpo d'arma da fuoco e successivamente alla testa con oggetti contundenti. Le lesioni riportate ne determinarono il decesso.
Le indagini, che si sono avvalse anche delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, avrebbero consentito di delineare i ruoli dei due indagati: secondo l'ipotesi investigativa, uno avrebbe avuto il ruolo di mandante e l'altro sarebbe stato l'esecutore materiale dell'omicidio.
Il movente sarebbe riconducibile a una vendetta. Madera era stato infatti precedentemente condannato per l'omicidio del fratello di uno degli indagati e aveva interamente espiato la pena. Gli approfondimenti investigativi avrebbero inoltre fatto emergere il coinvolgimento di esponenti della criminalità organizzata attiva nell'area di Cassano allo Ionio, ai quali sarebbe stato affidato il compito di individuare l'esecutore materiale e una persona capace di conquistare la fiducia della vittima per attirarla nel luogo scelto per l'agguato. I provvedimenti sono stati adottati nell'ambito delle indagini e le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento.