Ancora intimidazioni nel Vibonese, ritrovato un proiettile sulla tomba del padre del sindaco di Vazzano
Un bossolo lasciato in una busta è stato rinvenuto sul sepolcro del padre di Vincenzo Massa. Il sindaco: «Non mi faccio intimidire, porterò a termine la consiliatura»
Un proiettile inserito in una busta e lasciato sulla tomba del padre del sindaco di Vazzano, nel Vibonese. È l’ennesimo episodio intimidatorio che torna ad alimentare il clima di tensione che da settimane scuote il territorio della provincia di Vibo Valentia.
Nel mirino, questa volta, è finito il primo cittadino Vincenzo Massa, amministratore di lungo corso e attualmente al suo secondo mandato consecutivo. La scoperta è avvenuta nel primo pomeriggio di domenica all’interno del cimitero comunale di Vazzano. A rinvenire la busta è stata la sorella del sindaco, recatasi sulla tomba del padre della famiglia Massa, scomparso nel 2015. La donna, notando quella presenza insolita poggiata sul sepolcro, ha deciso di aprirla trovando all’interno un proiettile, senza alcun messaggio di accompagnamento.
Immediata la segnalazione al sindaco e la successiva denuncia ai carabinieri della locale Stazione, che hanno avviato le indagini per risalire agli autori del gesto e chiarire il movente dell’intimidazione.
Gli investigatori stanno lavorando a 360 gradi e nessuna pista viene esclusa. Tra le ipotesi prese in considerazione vi sarebbe anche quella legata all’attività politica e amministrativa di Vincenzo Massa, figura storica della politica locale. Massa, infatti, oltre all’attuale incarico di sindaco, aveva già guidato il Comune negli anni Ottanta ed è stato anche consigliere provinciale.
Il primo cittadino ha scelto di rispondere pubblicamente al gesto intimidatorio con parole nette e decise: «Lo sappiano questi individui: io non mi faccio intimidire e porterò a termine la consiliatura perché la missione di un sindaco è migliorare la qualità della vita dei propri concittadini».
Una dichiarazione con cui Massa ha voluto ribadire la volontà di proseguire il proprio mandato amministrativo senza arretrare davanti alle minacce.
L’episodio si inserisce in un contesto territoriale particolarmente delicato. Nelle ultime settimane, infatti, il Vibonese è stato teatro di numerosi fatti criminali e intimidatori: dalle cinque azioni contro aziende dell’area industriale di Vibo Valentia ai danneggiamenti di automobili a San Gregorio, fino alla gambizzazione di un giovane a Sant’Onofrio e all’incendio di un’autovettura avvenuto nelle scorse ore nel capoluogo.
Una sequenza di episodi che continua ad alimentare preoccupazione tra cittadini e amministratori locali, mentre le forze dell’ordine mantengono alta l’attenzione su un territorio attraversato da una crescente tensione sociale e criminale.