Assalti ai bancomat, 5 fermi in Puglia: chi sono i membri della banda che avrebbe agito anche in Calabria – NOMI
Operazione dei carabinieri di Taranto contro la “banda della marmotta”: ipotizzati diciassetti colpi in poco più di un mese con bottini di decine di migliaia di euro. La scia arrivata fino alla provincia di Cosenza
Negli ultimi mesi una lunga scia di assalti ai bancomat ha attraversato diverse regioni del Mezzogiorno, delineando il profilo di una presunta organizzazione criminale specializzata nei colpi con esplosivo. In poco più di un mese sarebbero stati messi a segno almeno diciassette raid, spesso ravvicinati nel tempo e in territori anche molto distanti tra loro, dalla Calabria alla Puglia, dalla Campania fino al Lazio.
A fare luce su questa escalation è stata un’operazione dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Taranto, che hanno eseguito cinque fermi, smantellando quella che viene ritenuta una banda strutturata e altamente organizzata che – secondo quanto riportato nel decreto di fermo – avrebbe colpito anche nella provincia di Cosenza. A finire in carcere è stato anche il presunto capo del gruppo, Cataldo Bartolo, 46 anni, originario di Bari, conosciuto come “Dino” e già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati all’associazione mafiosa, in quanto ritenuto in passato vicino al clan Parisi.
Insieme a lui sono stati fermati anche quattro giovani: Rocco Fronza, 20 anni, di Palagiano; Valentino Intini, 21 anni, di Massafra; Simone Vinella, 20 anni; e Alessandro Longo, 28 anni, di Grumo Appula. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe operato con la cosiddetta “tecnica della marmotta”, inserendo cariche esplosive negli sportelli automatici per far saltare in aria i dispositivi e prelevare rapidamente il denaro contenuto.
Banda dei bancomat, fermato uno dei presunti autori dell'assalto di Santo Stefano di RoglianoL’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Francesca Colaci, con la supervisione della procuratrice Eugenia Pontassuglia e del procuratore aggiunto Enrico Bruschi, ha preso le mosse dall’esplosione avvenuta il 15 novembre 2025 a Montemesola. Da lì, gli investigatori avrebbero ricostruito una fitta rete di colpi attribuiti alla stessa banda, che avrebbe colpito anche a Monteiasi, Palagiano, Mottola e Scanzano Jonico, estendendo poi il proprio raggio d’azione in diverse province italiane.
Secondo quanto emerge dal decreto di fermo, sotto la lente della procura ionica sarebbero finiti anche assalti avvenuti nelle province di Cosenza, Benevento, Frosinone, Caserta, Napoli, Salerno e Foggia. Gli inquirenti parlano di un’organizzazione capace di pianificare ogni fase: dai sopralluoghi preliminari alla scelta degli obiettivi, fino all’uso di esplosivi in grado di provocare danni ingenti alle strutture e garantire un accesso rapido al contante.
La banda dei bancomat non si ferma: nuovo assalto con esplosivo a Santo Stefano di Rogliano, ormai è allarme sicurezzaL’ultimo episodio contestato risale alla notte tra il 2 e il 3 febbraio, quando è stato preso di mira lo sportello della banca Medio Credito Centrale di Santa Margherita di Savoia, nel Foggiano. Colpi che, secondo gli investigatori, avrebbero fruttato ogni volta decine di migliaia di euro, consentendo al gruppo di accumulare una disponibilità economica considerevole. Proprio il rischio di fuga e la gravità del quadro indiziario hanno spinto la procura a disporre i fermi, che dovranno ora essere convalidati dal giudice per le indagini preliminari entro 48 ore.
Assalti ai bancomat, la scia nel Cosentino
Nelle ultime settimane anche il territorio del Cosentino è stato interessato da una serie di assalti con esplosivo ai bancomat, alimentando l’allarme tra residenti e istituzioni. Tra i casi più recenti figurano i colpi messi a segno a Camigliatello Silano, nel comune di Spezzano della Sila, e a Santo Stefano di Rogliano, dove gli sportelli automatici sono stati fatti saltare in piena notte con la tecnica della marmotta, causando danni alle strutture e bottini stimati anche intorno ai 90mila euro. Secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, si tratta di una vera e propria escalation che, dalla fine di dicembre, ha portato a numerosi episodi tra Cosentino e altre aree della Calabria, spingendo gli investigatori a valutare possibili collegamenti tra le diverse bande e una possibile “pista pugliese” dietro alcuni dei colpi più recenti. Dopo uno degli assalti, verificatosi a Santo Stefano di Rogliano, le forze dell’ordine hanno fermato un giovane della provincia di Bari.