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17/09/2026 ore 13.11
Cronaca

Aste infiltrate dalla ’ndrangheta, il fiume di soldi dal Canada e il filo che porta alla “mafia di Buffalo” nelle carte della Dda

Oltre 1,5 milioni di euro inviati da Hamilton a Catanzaro: indagini della Dda e le relazioni della polizia canadese ipotizzano l'asse tra i colletti bianchi calabresi, un grosso investitore e l'«underboss» Domenico Violi. La frase di Mercurio ad Abramo: «Inventati qualcosa o siamo morti»

di Pablo Petrasso

Un flusso costante di denaro contante e bonifici esteri, quasi un milione e mezzo di euro partito dalle banche del Canada e dei Paesi Bassi e approdato direttamente sui conti correnti di società immobiliari calabresi. Un canale finanziario ideato per fare incetta di capannoni, complessi commerciali e terreni alle aste giudiziarie del centro-sud Italia. Ma dietro le apparenti operazioni di joint venture societaria e i volti dei professionisti, le indagini condotte dal Gico della Guardia di Finanza e dalla Dda di Catanzaro — supportate dalle rogatorie internazionali della Royal Canadian Mounted Police (Rcmp), di Fintrac ed Europol — hanno portato alla luce collegamenti che gli investigatori hanno cerchiato in rosso.

L'inchiesta unisce la contabilità parallela annotata sul "libro giallo" negli uffici di Caraffa di Catanzaro con le stanze dei bottoni di Hamilton, in Ontario, e traccia un legame con i vertici della cosiddetta mafia di Buffalo.

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Il canale canadese della Crd Immobiliare e "i soldi degli americani"

Al centro della struttura finanziaria c’è la Crd Immobiliare srl, con base logistica e operativa a Caraffa di Catanzaro. La compagine societaria vedeva formalmente la partecipazione dell'80% delle quote in capo a Rossella Giulino (moglie di Roberto Mercurio, uno dei principali indagati) e del 20% in capo a un cittadino italiano stabilmente residente in Canada, imparentato con Mercurio. 

Dalle verifiche bancarie svolte dagli investigatori è emerso che, a partire dal 2017, sul conto corrente della Crd Immobiliare sono confluiti 1.494.915,00 euro provenienti da ordinanti esteri, a fronte dei quali il sodalizio italiano è riuscito a restituirne appena 399.000 euro.

L'importanza di questa provvista d'oltreoceano era ben chiara a tutti i terminali del business delle aste immobiliari, compreso l'avvocato Gennaro Pierino Mellea. In un'intercettazione ambientale dell'agosto 2021 spiegava al suo interlocutore il valore strategico della presenza di Roberto Mercurio nel gruppo: «Roberto porta i soldi degli americani che sono soci, ed è pure una bella figura Roberto no! È anche una bella figura, no nel senso che solo Abramo (Danilo, altro personaggio chiave dell’inchiesta, ndr) magari non te lo fidi, Roberto insieme ad Abramo diventano più... diventano affidabili! Capito che ti voglio dire?!».

In realtà, l'interfaccia operativa e il reale gestore dei finanziamenti canadesi non era il socio “ufficiale” ma suo fratello, residente a Toronto, che agiva da rigido supervisore, esaminando i bilanci aziendali, imponendo i canali di rientro dei capitali e pretendendo resoconti dettagliati sulle vendite degli immobili aggiudicati alle aste.

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La (presunta) cassaforte canadese

Tra le entità giuridiche straniere utilizzate per trasferire la liquidità in Italia, il ruolo d'assoluto rilievo spetta a una società di sviluppo immobiliare con sede legale ad Hamilton (Ontario), uno dei centri cardine dell’emigrazione calabrese in Canada.

L’azienda attorno alla quale si concentra l’attenzione degli inquirenti è stata fondata nel 1984 un uomo di origini italiane nato ad Hamilton nel 1956 e deceduto il 19 gennaio 2021. Si tratta di una figura molto nota nel panorama economico dell'Ontario.

Nelle intercettazioni ambientali, Roberto Mercurio lo descriveva a Danilo Abramo rimarcandone il peso economico: «I soldi che arrivano dall'estero arrivano da... una delle aziende più ricche del Canada che praticamente... c'è mio cognato nella società e il presidente, che è morto un paio di mesi fa, è il cognato. Che se tu metti il suo nome... è uno degli uomini più ricchi del Canada, ha venduto solo l'aeroporto per 64 milioni di dollari...».

Dall'analisi dei conti correnti bancari della Crd Immobiliare srl, gli investigatori hanno ricostruito i bonifici erogati direttamente dall’azienda canadese. Ne vengono segnalati tre per importi compresi tra 100mila e 300mila euro. La provvista da circa 300mila euro, emerge dalle carte, è servita al sodalizio per coprire il saldo per l'acquisto del capannone "Seteco" a Marcellinara, aggiudicato all'asta per 360mila euro.

Complessivamente, dai conti correnti di Hamilton sono stati accreditati 549.964 euro sulle casse della società italiana.

Non è tutto: dalle comunicazioni dell'intelligence finanziaria canadese (Fintrac) e della polizia federale Rcmp è emerso che i conti societari dell’azienda erano stati attenzionati anche per violazioni ambientali e segnalati per flussi finanziari anomali riconducibili a possibili condotte di frode e riciclaggio.

L'inchiesta "Project OTremens" e il legame con la mafia di Buffalo

È la Dda di Catanzaro a sollecitare la cooperazione internazionale di polizia per verificare il profilo del ricco uomo d’affari canadese e l'origine dei fondi inviati dall’Ontario in Calabria.

La risposta trasmessa dalla Royal Canadian Mounted Police (Rcmp) e confermata nei successivi aggiornamenti forniti ad Europol nell'ottobre 2023 e marzo 2024 ha svelato uno scenario che per i pm è degno di essere ricostruito.

A carico del ricco uomo d’affari imparentato con Mercurio non risultavano condanne penali in Canada. Gli analisti della polizia canadese, però, hanno attestato che era legato da una stretta, risalente e documentata relazione personale con Domenico ("Dom") Violi (nato l'11 maggio 1966).

Dom Violi è figlio del boss di Montreal Paolo Violi (ucciso nel 1978 nella guerra di mafia contro il clan Rizzuto) e nipote di Giacomo Luppino, figura storica considerata tra i fondatori del "Crimine" della 'ndrangheta in Ontario e vertice della cosca di Sinopoli.

Nel dicembre 2018, Dom Violi è stato condannato in Canada a 8 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti nell'ambito della maxi-operazione "Project OTremens" condotta da Rcmp ed Fbi. Nelle intercettazioni dell'inchiesta nordamericana, Violi dichiarava di ricoprire la carica di underboss della famiglia mafiosa dei Todaro di Buffalo (appartenente a Cosa Nostra americana). Un caso rarissimo di doppia affiliazione di vertice, essendo Violi contemporaneamente presunto elemento di spicco del Siderno Group della 'ndrangheta nella Greater Toronto Area.

Durante l'udienza per la concessione della libertà provvisoria su cauzione a seguito dell'arresto di Violi nel dicembre 2018, il facoltoso finanziatore della Crd Immobiliare si presentò di persona in aula offrendosi come garante personale per la scarcerazione del boss. Testimoniando sotto giuramento, ammise che la sua amicizia con Violi durava da oltre 25 anni, che giocavano regolarmente a golf insieme e che avevano condiviso diversi affari (l’imprenditore ha però chiarito di non sapere nulla dei trascorsi criminali dell’amico).

Relazioni pericolose, si direbbe, annotate dagli investigatori calabresi nel quadro dei trasferimenti di denaro da Hamilton a Caraffa.

Il pressing d'Oltreoceano, il "libro giallo" e la paura di Mercurio

Se per i soldi giunti dall'Olanda e dalla Svizzera non si registrano fibrillazioni, la gestione dei rientri finanziari verso il Canada è stata segnata da un crescendo di tensioni.

Il referente calabro-canadese tempestava di telefonate e messaggi Roberto Mercurio e Danilo Abramo. Per verificare gli incassi delle aste, le vendite dei rustici e le somme disponibili da restituire, Abramo e Mercurio dovevano costantemente consultare il "libro giallo", il presunto registro contabile riservato e non ufficiale custodito nell'armadio degli uffici di Caraffa.

Le intercettazioni telefoniche registrate tra il 2021 e il 2022 mostrano lo stato di preoccupazione in cui versava Roberto Mercurio di fronte all'impossibilità di restituire tempestivamente le somme richieste: «Ieri mi ha chiamato, fino a mezzanotte al telefono... E mi ha chiesto: "Ma scusate ma i capannoni di Germaneto li abbiamo venduti tutti? E ma i rustici li hanno venduti? Ma i soldi ce li hanno dati?"».

«Dalle sei e mezza ho chiuso il telefono adesso – dice Mercurio in un’altra intercettazione –... non so più che fare... non so più che fare... Questo già comincia... Quelli non aspettano più! I soldi che mi eh... ti giuro non ce la faccio più... non hai capito il discorso... è un casino...».

E ancora: «Franco sa che abbiamo rogitato ieri e che entro 14 giorni gli mando 250.000 euro a Patrick... inventati qualcosa Dani' che sennò siamo morti!».

Il 2 novembre 2022 l’imprenditore torna sulla questione: «Siamo totalmente, totalmente accappottati perché Franco sa che tra una settimana mi arrivano 300.000 euro... Gli devo dare i soldi che sono alle brutte acque Dani!... io ti devo vedere perché dobbiamo parlare un attimo perché io mi devo regolare di alcune cose, perché sono veramente in pensiero di alcune cose e devo capire un attimo di che morte moriamo!».