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05/09/2026 ore 17.07
Cronaca

Aula bunker di Lamezia Terme, scongiurato lo stop ai processi: sarà gratis ancora per un anno

La Regione punta a sottoscrivere un regolare contratto di locazione, ma l’iter di definizione del canone si è perso in lungaggini burocratiche. Il precedente accordo è scaduto in estate

di Luana Costa

È stato scongiurato il rischio di uno stop nelle attività giudiziarie del distretto della Corte d'Appello di Catanzaro. A fine agosto, infatti, la Regione è intervenuta siglando un nuovo contratto di comodato d’uso gratuito in favore del Ministero della Giustizia per l'immobile di circa 3.300 metri quadri situato nell'area ex SIR di Lamezia Terme.

Si tratta dell’aula bunker, struttura appositamente edificata – su volere dell’ex procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri – per celebrare il maxi processo Rinascita Scott, ed oggi ancora in uso per lo svolgimento di processi di massima sicurezza e ad alta complessità. La struttura consente, infatti, di ospitare circa mille persone, tra imputati, avvocati e parti.

Il precedente accordo di comodato d’uso è scaduto nel corso dell’estate, il 23 luglio. La Regione è stata quindi costretta ad intervenire d’urgenza per non paralizzare le attività alla ripresa dalle ferie estive siglando una nuova intesa di natura però transitoria. Il problema resta infatti la definizione di un canone per l’uso dell’immobile. L’obiettivo iniziale, e ancora attuale, è quello di sottoscrivere un regolare contratto di locazione a pagamento.

Finora il Ministero della Giustizia ha utilizzato l’immobile a titolo gratuito in attesa della conclusione dell’iter amministrativo per la determinazione del canone da parte dell'Agenzia del Demanio che continua a protrarsi a causa di «rallentamenti burocratici». Secondo quanto si legge in determina, «con tempistiche incompatibili con la prosecuzione immediata delle udienze».

Da qui la necessità di un accordo transitorio. L’intesa prevede, in particolare, la concessione gratuita dell’immobile con una durata limitata al tempo strettamente necessario alla definizione del canone e, in ogni caso, non superiore all'anno.

La Regione ha infatti riconosciuto che «nel precedente rapporto contrattuale il Ministero della Giustizia ha realizzato significativi interventi di adeguamento funzionale dell’immobile, sostenendo rilevanti investimenti pubblici finalizzati alla piena operatività della struttura, la cui valorizzazione costituisce elemento di interesse pubblico da preservare nell’ambito della gestione del patrimonio immobiliare regionale».