✕
Sezioni
Edizioni locali
16/10/2026 ore 09.39
Cronaca

Autotrasportatori in protesta anche a Gioia Tauro: «Il Governo si svegli e ci venga incontro»

Il fermo regionale di Fedralog Calabria anche nel Reggino: «Carovita aziendale ormai è alle stelle, i costi si sono moltiplicati e il fuel surcharge non ci aiuta». Anche Astra Trasporti allo svincolo autostradale

di Giuseppe Mancini

È iniziata oggi in Calabria la mobilitazione degli autotrasportatori, un fermo regionale proclamato da Fedralog Calabria che durerà fino a martedì 20 ottobre. Il settore scende in piazza per lanciare un grido d'allarme contro un’insostenibilità economica diventata ormai cronica: al centro della protesta ci sono il vertiginoso aumento dei costi di gestione e, soprattutto, il prezzo del gasolio, che in regione ha raggiunto e talvolta superato la soglia critica di 2,30 euro al litro. La protesta sta coinvolgendo diversi presidi organizzati in tutta la Regione. Uno dei punti nevralgici della contestazione è il porto di Gioia Tauro, centro cardine della logistica mediterranea, che vive ore di concitazione a causa del blocco dei mezzi pesanti (nel principale gate d’accesso è garantito il transito delle automobili).

A Lamezia il cuore della protesta degli autotrasportatori, attesi in giornata sessanta mezzi

«Il costo del gasolio ormai è insostenibile. Ha ampiamente eroso le liquidità delle aziende di trasporto, che fanno bilanci a brevissimo termine, non dico di chiusura, ma di seria riflessione su come poter continuare l'attività – ha dichiarato ai nostri microfoni Girolamo Giovinazzo, referente Fedralog Calabria -. Il carovita aziendale ormai è alle stelle. Il prezzo del gasolio è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, sostanzialmente. La maggior parte dei costi importanti per le aziende di trasporto sono lievitati in maniera importante. Basti pensare che tre anni fa una macchina che aveva un prezzo medio di 90-100 mila euro, oggi costa dai 120 ai 130 mila euro, parliamo di 30 mila euro di aumento. E questo incide. Parliamo di lubrificante: un fusto di olio necessario per la manutenzione dei mezzi due anni fa aveva un costo di circa 700 euro. Oggi un arriva anche a 1200. Pure il costo degli pneumatici è aumentato. Così come aumenta mensilmente l’autostrada. I costi, insomma, sono ormai insostenibili. Diciamo che il gasolio è l'ultimo dei problemi. La maggior parte di noi, non tutti, percepiscono il Fuel Surcharge da parte dei nostri clienti. Sarebbe un meccanismo che permette di compensare l'aumento del costo del gasolio. L'augurio è che da parte del governo centrale qualcuno si svegli e ci venga incontro».

Ad aderire alla protesta, un altro presidio, organizzato dall'associazione Astra trasporti del presidente Santo Bagalà, è attivo a Gioia Tauro presso lo svincolo autostradale nei pressi del Parco commerciale "Annunziata" (anche qui è garantito il transito delle automobili).

«Serve a sensibilizzare il governo, perché le associazioni nazionali che hanno chiesto un incontro sono state inascoltate. La situazione che stiamo vivendo ricade su tanti settori, ad esempio, anche sulla cultura. Ai ragazzi che devono andare in gita un biglietto del viaggio costa il doppio rispetto all'anno scorso. Quando il gasolio arriva a euro 2.70 è vergognoso, hanno speculato».

Anche a San Floro la protesta degli autotrasportatori: «Tardiva la convocazione al ministero il 27 ottobre, per noi 10 giorni sono vitali»