Bimbo morto dopo il trapianto a Napoli, il chirurgo calabrese Oppido indagato anche per falso nella cartella clinica
Medesimo reato ipotizzato per la collega Emma Bergonzoni. La Procura di ha chiesto la sospensione dell'esercizio dalla professione medica
Nuova svolta nelle indagini per omicidio colposo sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto all'ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore fallito. Due dei sette medici già iscritti nel registro degli indagati ora dovranno rispondere anche del reato di falso per alcune incongruenze emerse nella cartella clinica. Si tratta dei due chirurghi Guido Oppido (originario di Cosenza) ed Emma Bergonzoni. La Procura di Napoli chiede la misura interdittiva della sospensione dell'esercizio dalla professione medica.
Bimbo morto dopo il trapianto a Napoli, riflettori su liti e casi sospetti nel reparto gestito dal calabrese OppidoDue giorni fa la Regione Campania ha reso noto che «l'istruttoria condotta nelle scorse settimane dalla direzione generale per la Tutela della Salute ha accertato un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso: protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, mancato utilizzo di dispositivi di conservazione disponibili in Azienda, formazione del personale inadeguata, un clima relazionale interno gravemente deteriorato e preesistente all'evento del 23 dicembre 2025, significativi ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali. L'insieme di questi elementi configura una problematicità organizzativa sistemica preesistente».
Bimbo morto dopo trapianto a Napoli, bufera sul primario calabrese del reparto: «Équipe umiliata e intimidita»«Il presidente ha, quindi, disposto la riattivazione del Servizio Ispettivo Sanitario regionale previsto dalla legge regionale n. 20 del 2015 dando mandato di condurre un'ispezione straordinaria sull'Aorn dei Colli. La struttura ispettiva, che si avvarrà anche di professionalità esterne alla Direzione generale della Salute, avrà il mandato di verificare l'organizzazione e l'operato dell’azienda, con l'obiettivo di accertare se le condizioni che hanno reso possibile il tragico evento fossero note o conoscibili e siano state poi adottate le misure necessarie più opportune».