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30/07/2026 ore 12.57
Cronaca

«Bisogna chiudere i porti alla 'ndrangheta»: la visita della Commissione Antimafia a Gioia Tauro

Chiara Colosimo visita il porto calabrese e lancia l'allarme sui legami tra i clan e i cartelli della Tripla Frontera e del Primeiro Comando da Capital: «Continuano a fare paura e affari»

di Giuseppe Mancini

«Molto contenta di essere qui e aver organizzato questa missione, per il lavoro che viene svolto in modo straordinario sia dalle Forze di Polizia sia dalla magistratura sul Porto di Gioia Tauro». Così Chiara Colosimo, presidente della delegazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, che è stata in missione a Gioia Tauro per una giornata di audizioni e sopralluoghi finalizzati ad approfondire le attività di contrasto al narcotraffico e alla criminalità organizzata nell'area portuale.

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Dalle  12 presso la Capitaneria di Porto, si sono svolte una serie di audizioni con i vertici della Capitaneria stessa, dell'Autorità di Sistema Portuale, della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

«Questo è un territorio dove la ’ndrangheta continua a fare paura, continua a fare soldi e in particolare continua a far da ponte con i cartelli della Tripla Frontera, Primeiro Comando da Capital, per portare sempre più droga nella nostra Nazione. Bisogna chiudere i porti alla ’ndrangheta», ha evidenziato Colosimo. 

L'obiettivo, sottolineato dalla Commissione, è acquisire elementi conoscitivi sulle strategie di prevenzione e repressione dei fenomeni criminali che interessano uno dei principali scali del Mediterraneo. La missione proseguirà con un sopralluogo operativo all'interno del porto di Gioia Tauro, accompagnato dal personale della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.